#GeorgeLucas / L’uomo che fuggì dal futuro

Redazione Geek Area

Tutti conoscono George Lucas quale geniale creatore delle saghe di Star Wars e Indiana Jones. Qualcun altro lo ricorderà anche come fondatore della LucasArts, una delle più geniali case di produzione di videogames negli anni ’80 e ‘90 (tra questi, l’indimenticabile saga Monkey Island).

Ma da dove ha iniziato Lucas? Quello che qui recensisco è il suo primo film, realizzato a soli 25 anni, in Italia conosciuto come L’uomo che fuggì dal futuro.

George Lucas alla Premiere di “Star Wars: Episode III” nel 2005. Foto: J. D. Mchugh

L’uomo che fuggì dal futuro, conosciuto anche col titolo originale THX 1138, è il primo film diretto da George Lucas, il geniale padre di Guerre Stellari e Indiana Jones.

Fu distribuito nel 1971 ed è stato restaurato nel 2004 in una versione director’s cut, che migliora alcuni degli effetti speciali presenti nel film senza modificarne la trama.

L’uomo che fuggì dal futuro è un film di fantascienza ambientato in un futuro remoto, in cui l’umanità vive in rifugi sotterranei, in routine ripetitive organizzate e controllate dalle macchine. Le persone non hanno nomi ma numeri e sono tutti rasati e vestiti di bianco, in una logica di massimo conformismo e spersonalizzazione, richiamando in questo le pratiche dei campi di concentramento nazisti. Tutto ciò che conta in questa società, d’altra parte, sono l’efficienza e la produttività, in una logica di capitalismo spinto all’estremo. THX 1138, il protagonista, spinto per amore dalla sua coinquilina, smette di usare le pillole sedative e decide di fuggire alla ricerca della libertà.

In questa società tecnologica, opprimente, vi sono chiaramente riferimenti a due dei padri del genere distopico, George Orwell e Ray Bradbury. Con loro, è comune anche l’idea dell’amore che lotta contro l’alienazione della società.

Però più che in debito, THX 1138 è in credito con tantissime opere successive tra cui sicuramente i film The Island di Michael Bay ed Equilibrium di Kurt Wimmer (due bei film che mi sento di consigliare). Il film è stato poi trasposto in un libro, parodiato in nel film il Dormiglione di Woody Allen, citato in decine di giochi (Fallout) e film, a partire da diversi episodi di Star Wars, per finire ai videoclip Magnolia dei Negrita e Calling All Girls dei Queen.

L’uomo che fuggì dal futuro è stato in gran parte girato nel Marin County Civic Center in California, struttura realizzata dall’archistar Frank Lloyd Wright, le cui opere Obama voleva candidare a Patrimonio Mondiale dell’Umanità. La stessa struttura è stata usata anche nel film Gattaca, un altro dei film che sicuramente ha tratto ispirazione da THX 1138. Ed in effetti le scenografie, claustrofobiche e fredde sono visionarie ed è evidente la cura maniacale per le inquadrature. Anche gli effetti speciali, pur basilari, sono molto ispirati, come ad esempio i poliziotti robot, gli ologrammi (identici a quelli di Star Wars) o la prigione per i rivoluzionari o i fuori legge, un vero e proprio ospedale psichiatrico da incubo, le cui pareti sono infinite distese bianche.

La cosa più incredibile è che il film fu realizzato da Lucas a soli 25 anni, pur supportato da uno staff e attori di livello, tra cui Robert Duvall, e da un discreto budget messogli a disposizione da nientepopodimeno di Francis Ford Coppola. In Italia, dare così tanto credito ad un esordiente sarebbe inconcepibile. Al botteghino, all’epoca il film non ebbe un grande successo per essere poi rivalutato in tempi recenti come film di culto nell’ambito della fantascienza.

Robert Duvall in THX 1138

Ci sono anche aspetti che possono non piacere. Il film è lento e nella parte centrale ci sono ulteriori cadute di ritmo. Anche la storia, in sé, è un po’ confusa e priva di colpi di scena. Da questo punto di vista, è un lavoro certamente acerbo. Ai più pazienti e attenti risulterà, però, ben evidente il talento dietro THX, la scintilla che diede la nascita ad una stella indiscussa della cinematografia contemporanea.


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