#BAOPublishing / Guardati dal beluga magico di Daniel Cuello

Fabrizio Mancini

C’è una differenza sostanziale tra il folgorante esordio con Bao, Residenza Arcadia, e Guardati dal Beluga magico.

Questa volta Daniel Cuello si mette a nudo, più di quanto non faccia già con le sue vignette sul web.

Per quanto possa sembrare una storia estremamente autoreferenziale, l’alter ego a fumetti di Cuello è una vera rappresentazione di universitalitá. Non a caso la storia breve (circa 30 tavole), è intervallata con una raccolta di vignette che, per chi non conosce Daniel, è la chiave empatica di tutto.

Perché leggere questo breve racconto a fumetti, senza aver mai visto le vignette sarebbe stato un grave errore, con questo volume si è sicuri di no sbagliare. Unica pecca è forse che, in una storia così breve, non si possano approfondire certe argomenti, e si giunge a delle conclusioni in maniera più diretta e meno lavorata.

Ma i tempi narrativi di Daniel riescono facilmente a sopperire a questa mancanza. Ancora una volta si conferma magistrale nel dettare il ritmo con le vignette, mantenendo sempre estremamente ordinate le tavole.

L’ironia e l’amarezza si mescolano bene nei sempre efficaci colori caldi di Cuello.

Una delle grandi capacità di Cuello sta nel riuscire a rendere universali le piccole cose quotidiane, ma con estrema originalità. E se riuscite a entrare nel suo personaggio, vi ricorderete anche voi del vostro Beluga magico.

Appunto, il Beluga, Daniel lo ha chiamato e immaginato così, ma ognuno ha il suo. Daniel sembra esorcizzare la sua infanzia, la sua adolescenza e persino il suo presente, contro tutto quello che ha passato.

Come lui tanti, in altrettanti modi, potranno riconoscere le proprie battaglie, vissute e da vivere. Un’inno al coraggio e alla memoria del singolo, ma che ha effetto su chiunque.

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