#BaoPublishing / La Mia Cosa Preferita Sono I Mostri, Emil Ferris

Fabrizio Nocerino

Cosa Preferita Mostri CopertinaNon sempre, nel corso della nostra vita, ci siamo sentiti normali.
Ci sarebbe da fare un lungo discorso al riguardo, su cosa viene comunemente ritenuto normale, come ci si dovrebbe comportare per sentirsi piú ad agio nella societá, tra i nostri amici, coetanei.
Tutti noi, almeno una volta, ci siamo sentiti diversi.
Sono le diversitá, le stranezze, peró, a rendere le relazioni decisamente piú interessanti e, per Emil Ferris, la normalitá non é mai stata una cosa facile da inquadrare…del resto, alle persone ha sempre preferito i Mostri.

Nata nel ‘62 a Chicago, figlia di artisti e designer di giocattoli per tutta la sua vita, incontra un muro di cemento nel 2001 quando contrae il Virus del Nilo Occidentale e rimane tragicamente paralizzata dalla vita in giú, perdendo l’uso della mano destra.
Durante il tortuoso percorso di guarigione, Emil Ferris si trasforma in illustratrice, scrittrice ed autrice completa, portando avanti il duro lavoro volto alla realizzazione di My Favorite Thing Is Monsters, opera prima all’etá di 57 anni e graphic novel dalla gestazione travagliata e difficoltosa.

Pubblicato in Italia da Bao Publishing, La Mia Cosa Preferita Sono I Mostri racconta dell’infanzia, pre-adolescenza, della giovane Karen Reyes, stralunata bambina di dieci anni, disegnata lungo tutta l’opera come un piccolo lupetto mannaro che altro non vuole se non essere morsa e mordere a sua volta, guadagnando l’immortalitá e a sua volta donandola ai membri della sua piccola famiglia, il fratello maggiore Deeze e l’amorevole ma eccentricamente superstiziosa Mama, mezza cherokee e mezza Irlandese.

L’ambientazione richiama e dipinge la stessa cittá che Emil Ferris ha vissuto, Chicago, turbolenta e colorita, multi-razziale e allo stesso tempo razzista, punta nel vivo dalle proteste nere del tempo di Martin Luther King e che si affacciava alle discussioni sul Vietnam, che guardava con disprezzo al suo ceto piú basso, gente che cercava in maniera disperata di sopravvivere e tirare fuori il naso dalla melma che rischiava di far annegare tutti.

La lettura di La Mia Cosa Preferita Sono I Mostri porta il lettore a dover identificare e ad interrogarsi su cosa si sta leggendo; le pagine della storia si inseguono e si ritorcono, coinvolgendo vari elementi ed unendoli, a volte, sullo stesso piano narrativo.

Cosa Preferita Mostri 1Il modo di raccontare, spontaneo e genuino, che fa pieno uso del formato diario della storia, “scritta” su un quaderno a spirale, permette di ridurre lo spazio privato tra chi narra e chi legge, coinvolgendo nei ragionamenti di una ragazzina che scopre per la prima volta l’amore, anche qui non convenzionale, che apre gli occhi sulle attivitá poco chiare del fratello, che affronta un’ombra scura che incombe sulla famiglia.

All’apparenza, quello di Emil Ferris é un romanzo di formazione che, improvvisamente, incrocia il murder mistery e il thriller, tuttavia prende piú volte la libertá di toccare corde drammatiche, comiche e spesso surreali.
L’evoluzione della storia valicherá tutti questi confini e si tramuterá, scorrendo le pagine finali, in una vera e propria ricerca della veritá, con la protagonista alla ricerca quasi ossessiva di parole non dette e segreti mal celati dagli adulti, aprendo nuovi scenari nella storia proprio nel suo climax.

L’omicidio di Anka, figura quasi spettrale e misteriosa, onirica che abita un piano sopra la casa di Karen, trasforma la piccola Karen in una novella investigatrice pulp che ruba impermeabile & cappello al fratello pur di seguire le orme dei private eyes televisivi.
Costretta a dover sopportare l’appellativo di freak a scuola, urlato anche da chi lei ha piú a cuore, la protagonista inizia ad approfondire aspetti della sua quotidaneitá che non l’avevano ancora scalfita.

La trasformazione da ragazzina ad adolescente si rivela qui essere uno degli aspetti fondamentali ed una chiave di lettura dell’intera graphic novel; La Mia Cosa Preferita Sono I Mostri non é soltanto una semplice simil-autobiografia che omaggia, costantemente, il cinema horror e i fumetti della EC Comics.

La Mia Cosa Preferita Sono I Mostri racconta cosa vuol dire crescere tra mille avversitá: l’assenza forzata di una figura paterna, il dolore che si attraversa nella malattia, la disperazione nell’osservare una persona compiere scelte sbagliate su altre scelte sbagliate.
L’opera di Emil Ferris usa le proprie pagine per approfondire cosa voglia dire sentirsi inadeguati e convivere con questa inadeguatezza, che puó derivare da un clima circostante che disprezza l’omosessualitá cosí come mostrare l’odio e la diffidenza per un uomo od una donna dal colore della pelle diverso.

Questo tema del sentirsi fuori posto e di anormalitá viene sottolineato quando nella vita di Karen entrano nuove figure, nuovi amici che Cosa Preferita Mostri 2sembrano chiudere un ideale trio mostruoso, con un licantropo, un fantasma ed una creatura di Frankenstein.
Anche qui, la Ferris nasconde piú di una chiave di lettura a questi ragazzini, ne descrive la vita problematica e le difficoltá grazie ad azzeccatissimi paralleli con entitá sovrannaturali; il risultato permette di capire subito quale aspetto sociale di Chicago, e del periodo storico, vogliono rappresentare questi elementi.

Una lunga parentesi di La Mia Cosa Preferita Sono I Mostri, attraverso i ricordi della defunta Anka, permette alla Ferris di illustrare i tremendi e soffocanti ricordi di Weimar degli anni ‘30, quando il Nazionalsocialismo iniziava a serpeggiare nelle vite dei Tedeschi; anche qui si racconta di infanzia traumatica, di lotta costante e di brutture del mondo che non vorremmo mai ci venissero raccontate.

Ma i Mostri, quelli che la Emil Ferris cerca disperatamente di mettere alla luce e che diventano il fulcro dell’intera opera, sono quelli che si rinchiudono sotto la pelle degli uomini, che a loro volta diventano creature orribili, complesse.

A volte umane e patetiche, in altre occasioni capaci di atroci atti di gelosia, quasi toccando la pura follia, le persone che vivono nella Chicago di Karen Reyes nascondono, ognuno, piccoli segreti che ne nascondono il vero volto, ne condizionano movimenti ed emozioni, controllano i gesti e alzano barriere di bugie che confondono la ragazzina, che altro non vorrebbe se non liberarsi dal peso che le sembra crollare addosso, risolvendo un mistero e cercando la giustizia proprio come nei fumetti.

Il disegno quasi barocco, raffinato e grezzo, grottesco che accompagna la lettura dell’opera riesce a coprire la vasta gamma di influenze che hanno toccato la Ferris nel corso degli anni: al fascino delle illustrazioni in penna Bic e pennarello per il lettering, si aggiunge l’amore per l’arte classica, fortemente presente grazie alle continue visite all’Art Institute di Chicago nel libro. Quando vengono coinvolte le fantasie di Karen, tutto diventa surreale: si aprono squarci nei quadri, si discute con i personaggi. Tramite i suoi occhi, osserviamo i rozzi tatuaggi del fratello, il colore degli occhi di Mama, i terrificanti e inquietanti vicini di casa che abitano nel suo condominio.

Cosa Preferita Mostri 3Disegni e parole sconvolgono le pagine, non seguono mai uno schema fisso ma decidono di prendersi i propri spazi, a volte occupando un lato della pagina con scarabocchi e piccoli messaggi nascosti, altre volte allargandosi con fedeli ricreazioni delle stanze, dei volti di chi pullula la vita di Karen, senza mai disdegnare la fedele ricreazione di copertine a fumetti horror pulp tra i “capitoli” della storia.

La Mia Cosa Preferita Sono I Mostri é come la propria protagonista, difficile da interpretare ma semplice allo stesso tempo, presentata in modo genuino e in grado di rivelare tanto ad uno sguardo piú attento. La graphic novel mette a disagio, ci fa interrogare su come sia stato complicato crescere attraverso le proprie storie personali, le proprie particolaritá.
Si ripropongono emozioni, si vive il dolore della crescita cosí come i momenti di tenera infanzia, fatte di piccoli atti di ribellione e di scoperta di cose nuove, che cambieranno la vita o che ci arricchiranno di una nuova esperienza.
É una vera esperienza di lettura, piú che un semplice sfogliare le pagine.


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