#IMortiNonMuoiono / I morti non muoiono (e non ridono)

I morti non muoiono
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I morti non muoiono: finalmente esce il nuovo film di Jarmush! Una commedia orrorifica esilarante con un cast di livello e premesse esaltanti! Ci sarà da ridere! Accorriamo!… Finalmente è finito… Le buone aspettative vanno così a scontrarsi a 200 all’ora contro un muro di noia e apatia… Ok si, forse è esagerato, forse non è tutto così “sbagliato”, forse ha dei punti da valorizzare: è un film di genere, chiude il ciclo che Jarmush ha iniziato con Solo gli amanti sopravvivono, c’è della sperimentazione… Forse ci sono dei buoni motivi per vederlo. Forse, però, non si troverà nessun motivo per rivederlo!

SPERIMENTAZIONE?

Si, questo esperimento, presentato al Festival di Cannes è una curiosa fusione tra cultura pop e stile di Jarmush ma complessivamente convince molto poco; di certo non funziona come Solo gli amanti sopravvivono, versatile e magnetico film sui vampiri del 2014. Questo ha più l’impressione di essere un gioco auto-celebrativo che un prodotto per il pubblico.

A darne prova è lo stuzzicante cast nel quale confluiscono volti noti delle pellicole di Jarmush, dai più datati come Bill Murray a quelli più recenti come Adam Driver. Iniziamo proprio dal cast che, per un film sugli zombie è davvero stellare. Oltre ai già nominati Bill Murray e Adam Driver troviamo Tilda Swinton, Chloë Sevigny, Steve Buscemi, Danny Glover, Caleb Landry Jones, Rosie Perez, Sara Driver, RZA, Selena Gomez, Carol Kane, Austin Butler, Luka Sabbat e due grandi musicisti (di certo non alle prime armi con il cinema) della scena rock come Iggy Pop, nelle vesti di uno zombie, e Tom Waits che interpreta un saggio ma bizzarro eremita del bosco.

LA TRAMA

Siamo in una città immaginaria, la tranquilla Centerville (scritta proprio così! non centreville): “a very nice place” dice il cartello di benvenuto. E’ un paese piccolo, molto piccolo, così piccolo che c’è un solo bar/ristorante, una sola pompa di benzina, un solo motel. Le cose nella città iniziamo a non andare come al solito, come dovrebbero.

La luna, grande e bassa, splende nel cielo confondendo le ore di luce del giorno, ormai sempre più imprevedibili. Gli animali confusi mostrano comportamenti inconsueti. A tutti sfugge il motivo di queste stranezze e si diffondono informazioni terrificanti.

Neanche gli scienziati che vivono con trepidazione e panico questa situazione, riescono a presagire la conseguenza più eccezionale e dannosa che presto angoscerà il paese: i morti escono dalle loro tombe per uccidere i viventi e nutrirsi dei loro corpi.

Gli abitanti della cittadina devono lottare per sopravvivere (come fanno quasi tutti gli Zombie dai film di Romero). “Uccidere la testa!” si ripetono spesso nel film ripescando proprio dalla cultura cinematografica. L’agente di polizia Ronnie Peterson, interpretato da Adam Driver è il primo a intuire il pericolo zombie ma non viene preso sul serio dal suo superiore, lo sceriffo Cliff Robertson interpretato da Bill Murray.

LENTEZZA E CITAZIONISMO

La narrazione de I morti non muoiono, che procede lenta e senza particolari momenti di partecipazione con lo spettatore (quasi fino alla fine mi ripetevo “adesso inizia, adesso inizia”…) cerca una via d’uscita con momenti di stampo metacinematografico che, seppur singolarmente possano strappare un sorriso, non riescono ad integrarsi nel totale della pellicola riscattando il film.

Al più, in alcuni casi (uno in particolare… Senza fare spoiler!), sembrano perdersi essi stessi in una coltre di rimandi e citazioni.Jarmush mostra di conoscere i generi classici e i riferimenti ironici alla storia dell’horror si susseguono costantemente: da George Romero a John Carpenter fino s Wes Craven, solo per dirne alcune. Questa sfilata di richiami “nerd” spesso rovesciati rispetto all’originale è metaforicamente rappresentata dal negozio di un ragazzo, appassionato cinefilo e soprannominato Frodo, che prepara magliette di Nosferatu.

Colpevole dello scatenarsi dell’epidemia è lo sfruttamento capitalistico sfrenato delle risorse naturale del piante che comportano lo spostamento dell’asse terrestre. Gli zombie di Jarmush riprendono dunque la denuncia al consumismo iniziata da quelli di Romero; ripetono con litania maniacale i moderni “bisogni” terreni: pur rispettando in tutto e per tutto la classica iconografia dei morti viventi (l’andatura lente e sconnessa, arti che spuntano d’improvviso dalla terrra…) essi rappresentano infatti i consumatrori del XXI sec. in cerca di WiFi, Xanax e caffè.

Il personaggio a rendere più evidente la critica sottotestuale al modello consumistico/imperialistico di stampo trumpiano è il personaggio di Steve Buscemi, un rozzo bifolco allevatore con stampato sul berretto “Keep America White Again”.

Nel complesso I morti non muoiono è una pellicola deludente che non riesce a sfruttare le molte suggestioni e buone idee che lo compongono e finisce per annoiare.

(ps. spoiler)

Manca solo l’arrivo degli alieni!!!!

Voto: 4.5/10


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