#PaniniComics / La Fine di Rat-Man

Cover Rat-Man

Il potere è un ombra” diceva Lord Varys a Tyrion di Lannister e questo è vero tanto nel Westeros quanto nella città senza nome.

Se cercate un articolo lacrimoso su quanto sia triste la fine del Ratto cambiate sito, oggi è un giorno di festa, le ombre sono scese sulla terra e noi siamo qui per raccontarlo.

Ortolani è già l’uomo che ha portato al successo i supereroi italiani ma da oggi sarà ricordato anche come il primo decostruttore di super apparso nel bel paese. Prima di lui solo il compianto amico e collega Ade Capone aveva tentato un esperimento simile con la miniserie “Il Potere e la Gloria” ma, con i dieci numeri finali del Ratto, Ortolani ha condotto lettori e personaggi attraverso sentieri esplorati da pochi autori nel mondo del fumetto (Garth Ennis e Grant Morrison).

L'omnibus di Rat-Man

La saga finale di Rat-Man sarà presto raccolta in un omibus che strizza l’occhio ai grandi supereroi d’oltre oceano ma, se grattiamo la superficie, ci accorgiamo che il contenuto nichilista e introspettivo è diametralmente opposto a quello solitamente offerto dai supereroi Marvel/Dc.

Rat-Man: La Fine!” narra la storia di un eroe caduto preda delle ombre e di uomini che, dopo aver squarciato il velo di Maya, continua a scaricare le proprie responsabilità. La società dipinta da Ortolani nell’omnibus è il più spietato affresco umano che ho visto negli ultimi anni. Una massa vigliacca che chiede a gran voce: “Perché i supereroi non ci salvano?

Perché gli eroi sono creati dall’ombra, manovrati per farli lottare al nostro posto, per giustificare i nostri fallimenti e farci rinunciare alle nostre responsabilità. (Ogni riferimento al rapporto società/politica è frutto delle vostre menti maliziose). Per un eroe il senso di responsabilità è tutto, è il motore che lo spinge ad andare avanti, a rialzarsi e combattere. La responsabilità è il Rat-Man.

Allora cosa possono fare quando la fede nel potere ha dimostrato i suoi limiti?

Possiamo avere fede in noi stessi.

E se guardando nella nostra anima trovassimo più ombre che luci?

Queste sono le note su cui suona la sinfonia orchestrata dal maestro Ortolani per il gran finale di Rat-Man.

Una sinfonia che dopo tanti anni ha modificato radicalmente il suo suono, facendosi sempre più complessa, ramificata, cupa e tridimensionale. Per approfondire il concetto narrativo di tridimensionalità guardate il video.

Rat-Man

Nel corso della sua storia editoriale Rat-Man non è stato sempre lo stesso. C’è stato un momento in cui le cose sono cambiate, Rat-Man è caduto, ha guardato dentro di se, ha trovato un grande potere e con lui una grande ombra.

Il cambio di passo narrativo che troviamo nell’omnibus si lega quindi ad un processo introspettivo che ha portato la serie ad esplorare mari sempre più oscuri e profondi.

A furia di scavare tra le ombre anche i personaggi baciati dalla luce (che spesso in Rat-Man è sinonimo di ingenuità) saranno costretti ad affrontare il lato oscuro della loro anima. E mentre paura, rabbia e sfiducia si fanno largo nel cuore dei nostri eroi, toccherà agli anti-eroi sfidare spazio e tempo pur di preservare la speranza.

Speranza e non certezza, perché alla fine non possiamo avere certezze dai presunti eroi, possiamo solo credere in noi stessi e se la nostra anima è coperta dalle ombre dobbiamo combattere ugualmente per lei, dobbiamo accettare quello che siamo, solo così potremmo riportare la luce, solo così potremmo diventare eroi.

Grazie Leo e grazie Rat-Man, grazie per le risate, grazie per le lacrime e grazie per averci insegnato cosa significa essere eroi nell’ora più buia.


Comments are closed.