#quattrochiaccherecon / Antonucci&Fabbri e Boscarol

Fabrizio Mancini

Negli ultimi anni Antonucci & Fabbri non si sono sottratti a progetti irriverenti che hanno destato fastidio e problemi, cosa che per loro significa centrare il bersaglio. Ne Il Timido Anticristo si aggiunge Maurizio Boscarol ai disegni, mentre Stefano si è dedicato alla sceneggiatura insieme a Daniele. Fare satira non è facile, ancora più difficile è farla con una grossa major come Feltrinelli. Un segnale certo di grande professionalità.

 

Diamo il benvenuto a Maurizio facendo una domanda a cui non potrebbe rispondere.
Avete affrontato il mondo dei fumetti inizialmente come autoproduzioni, successivamente avete pubblicato con Shockdom, ora l’approdo in Feltrinelli, il tutto in pochi anni.

Botta di culo o avete corrotto qualcuno?

D: Nessuna delle due, la verità è che, alle fiere dei fumetti, avveleniamo le bottigliette d’acqua con una sostanza psicotropa che porta il tuo subconscio a bestemmiare fortissimo. Il che, poi, porta gli addetti ai lavori ad avere una certa e inconscia familiarità con noi.

S: Mi piace credere sia merito degli argomenti trattati e del modo in cui li trattiamo. Ma in verità, sì, facciamo girare mazzette.

M:

Per i disegni questa volta vi siete affidati a Maurizio, avete finalmente capito che Stefano non sa disegnare?

S: Il mio stile non andava bene per questo fumetto quindi mi sono limitato a disegnarne la copertina. Passare alla sceneggiatura è stata una piacevole sorpresa.

M: No, ma capisco che per questo fumetto servisse qualcuno che sa disegnare. Quel che non mi è chiaro è perché lo abbiano proposto a me. 

D: Come se saper disegnare fosse un requisito necessario per fare fumetti, poi.

M: Ah, ecco perché. 

Una per Daniele, il libro nasce da un tuo monologo estremamente personale che hai portato a teatro, non ci avevi già abbastanza stufato con questa storia?

D: No, se Adinolfi non ha ancora detto niente vuol dire che non ha girato abbastanza.

Una invece per Stefano, hai visto molte volte lo spettacolo di Daniele, cosa ti ha rotto più le palle?

S: Lo spettacolo è bello ed è migliorato con il tempo. Poi, da quando alle serate mi fanno bere gratis, è diventato perfetto.

Una domanda anche per Maurizio: sai che prendendo il posto di Perrotta come terzo incomodo tra Stefano e Daniele, la tua carriera avrà un lento e sofferente declino?

M: Si, il mio scopo era proprio soffrire durante la realizzazione del libro e soprattutto dopo. Purtroppo a pagina 50 mi sono accorto di divertirmi. Ora non mi resta che sperare nel dopo. Se il libro va bene è la fine. 

Non siete nuovi a reazioni di una certa rilevanza. Qvando c’era lui ha portato ad una splendida sceneggiata di un certo partito di estrema destra durante Romics, Il Piccolo Füher ha scatenato i discendenti di Antoine de Saint-Exupéry.
Sarà questa la volta buona che la chiesa vi rompe il culo?

D: Io sono già scomunicato ufficialmente perché mi sono sbattezzato, se mi mandano le guardie svizzere io mi vesto da Don Chisciotte e facciamo diventare la rissa uno sketch dei Monty Python.

S: La Chiesa non è così sprovveduta. Qualsiasi cosa facciano, la verrete a sapere fra 20 anni.

M: Non lo farà, non siamo bambini. 

 

Pochi giorni fa il Papa ha detto che l’aborto è come “affittare un sicario per risolvere il problema”,  parlava del vostro lavoro?

S: Il vero problema di quella dichiarazione, è che in questo clima politico, sembra quasi progressista.

M: Siamo 3 maschi, il papa è maschio e persino le parole “aborto”, “sicario” e “problema” sono maschili. Ma lui sembra informato. Evidentemente si sarà fatto un’opinione parlandone con Maria. 

D: Secondo me intendeva dire “una cosa di cui dovrebbe essere al corrente Marcinkus.”

 

Il Timido Anticristo esce domani in tutte le librerie, che siate credenti o no.


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