#quattrochiaccherecon / Ruggero de i Timidi e la sua prima Lucca Comics

Fabrizio Mancini

Sono partito per il Lucca Comics & Games 2018 con un pensiero esaltante, che avrei intervistato Ruggero de i Timidi, alter-ego di Andrea Sambucco.

Chiara ormai per tutti la portata di questo fenomeno del web dal successo meritato, che ora si è dato anche ai fumetti grazie a saldaPress, che ringraziamo anche per questa intervista.

Con Ruggero e Fabiana (sua moglie e collega), ci siamo inoltrati in un bar tranquillo di Lucca, posti rari durante il Comics.

Nella sua gentilezza, Fabiana si immola per ordinare, poiché non si vedevano camerieri all’orizzonte, e mentre tutti scelgono il caffè io verto per l’amato chinotto.

 

Mancio: Grazie mille per l’intervista che ci concedi. Ehm ( lungo silenzio di imbarazzo. È l’emozione scusate).

Ruggero: Grazie a voi, ovviamente.

Mancio: Parto subito. Prima esperienza a Lucca Comics, la fiera è quasi finita …

Fabiana: Il chinotto non c’è. Fanta, Coca-Cola…

Mancio: una fanta, grazie.

Ruggero: Prima esperienza a Lucca, non hanno il chinotto.

Mancio: [ride] Non bene. Senti, è stata abbastanza timida questa fiera?

Ruggero: No. Non è stata per niente timida questa fiera. Molto spavalda, devo dire. Come fruitore non sono riuscito a vedere niente. Perché ero o a fare il soundcheck il giorno del concerto oppure a fare i firmacopie o interviste. Ho visto veramente poco. Mi piacerebbe avere una mezza giornata per girare un attimo, ma va bene così. Perché ho conosciuto innanzitutto una realtà che è la prima volta che vedo, che già conoscevo di fama. Un mondo quello dei fumetti che mi affascina, a cui sono vicino, ma magari non conoscevo direttamente certi protagonisti e neanche cosa fanno veramente le varie tipologie come colorista, sceneggiatore, inchiostratore. Sai che ci sono, ma non è il mio mondo.
Il mio mondo è comunque quello dello spettacolo e delle musica e sono molto contento di aver conosciuto questa realtà dal dietro le quinte.
Nel frattempo la moglie di Ruggero serve ai tavoli, perché, sempre con la massima umiltà, bisogna ricordarci da dove veniamo.

Fabiana: qualcuno di voi vuole un macaron?

Mancio: no, grazie.

Ruggero: Un macaron lo assaggio volentieri. Un macaron di Lucca.

Mancio: Si dice esista un tipo come te, senza i capelli che si chiama Andrea.

Ruggero: Sì, me ne han parlato.

Mancio: Te ne hanno parlato? Cosa sai di lui?

Ruggero: So che era uno che voleva fare il comico di successo, ma non c’è riuscito. Voleva fare il cantante di successo, ma non c’è riuscito. E allora ho dovuto aiutarlo io, a vivere certe emozioni, certe sensazioni. Lui ha un po’ di invidia nei miei confronti perché io quando giro per strada mi fermano tutti. Quando gira lui non lo riconosce nessuno. Però c’è da dire che lui mi aiuta nella scrittura.

Mancio: Quindi collaborate?

Ruggero: Collaboriamo. Anche se non ci siamo mai incontrati. Quando sono in una stanza lui non c’è e viceversa. Io ho la gloria, però lui si becca la siae. D’altronde a me basta la fama.

Mancio: [ride] Macaron e fama.

Ruggero: Macaron e fama [mangia].

Mancio: Mi hai già detto che sei legato al mondo dei fumetti, che qualcuno lo hai letto, come è normale per chiunque. Ci sono fumetti che non conoscevi che hai scoperto in questa Lucca e che ti hanno intrigato, interessato?

Ruggero: Beh tutti! Io sono un lettore di fumetti molto basico. Topolino, Dylan Dog, Nathan Never e quel periodo anni ’90 della Bonelli, Ratman e adesso sono curioso di leggere Cinzia. Ho preso anche Scottecs di Sio. Ho preso per curiosità Nazi Vegan Heidi. Sono quel tipo di lettore di fumetto, però una volta conosciuto saldaPress ho iniziato a frequentare The Walking Dead che è fichissimo. Più della serie, ma questo lo dicono tutti quindi non lo dirò più. Perché io ho visto prima la serie, poi ho iniziato a leggere il fumetto e ho detto “ma c’è più tensione! È più figo questo!”. E adesso sto scoprendo, chiaramente, tutti quelli della saldaPress, anche Invicible.

Fabiana: Davide La Rosa

Mancio: Ah! Davide!

Ruggero: Davide La Rosa l’ho conosciuto grazie a saldaPress. É di quella tipologia che piace a me, un po’ strano. Quando leggevo Cattivik, un altro che leggevo, e c’era l’omino bufo alla fine. Ecco, quelle cose anche un po’ strane, magari poco fumettistiche in senso classico, ma mi piacciono anche quelle. Poi vado in giro per gli stand a guardare. Magari non sono un grande fan dei manga, anche se mi piacciono dal punto di vista dello stile, non ne ho letti.

Mancio: Il tuo successo può coincidere con una presa di coscienza di tutti i timidi, in Italia e nel Mondo. Quanti timidi ci sono ancora che bisogna far uscire?

Ruggero: Ce n’è tanti. Lucca Comics è un evento per timidi. Vedo tutti fumettisti, gente che sta chiusa in casa per tutta la vita e poi li liberano a Lucca Comics e ovviamente se ne vedono di tutti i colori. [ride] Scherzo.

Ambulanza: neeniineeniineenii

Ruggero: La tipologia dell’appassionato di fumetti ha una certa dose di timidezza. Io cerco di portare nel mondo la timidezza, ma anche l’educazione, però sempre con…

Ambulanza: NEENIINEEENIINEEENII

Ruggero: Stanno passando a prendermi

Mancio: Ma è qui dentro?

Ruggero: Sì, cerca parcheggio.

Ambulanza: NEENIINEEENIIneeniineenii

Ruggero: Timidezza, educazione dicevo. E una dose di incoscienza per dire le cose come stanno. Con la massima trasparenza e sincerità. Siccome sento, girando per gli stand, questi dialoghi tra il fumettista e fan “no ma l’evoluzione del personaggio” glielo dice in faccia finalmente “perché non hai fatto il secondo?” “eh ma io sto un anno per farlo” “dovevi fare il secondo volume! Mio figlio sta aspettando! Cosa fai?”. Ci sono questi momenti di sincerità nell’incontro tra il fan e il fumettista.

Mancio: Dove finalmente esce tutto il fan.

Ruggero: Non puoi sfogarti con la pagina, ti sfoghi col disegnatore o lo sceneggiatore.

Mancio: Secondo te, c’è una differenza fra te e il tuo alter-ego a fumetti?

Ruggero: come dire, è come vedere un altro, che però sono io. É un po’ strano. Nel fumetto di Zironi mi assomiglia molto come carattere, un po’ perché poi certi dialoghi li ho riadattati, ed è uno [Ruggero a fumetto] molto pacato anche nell’incontro con Angelo. Anche lì, non capisce bene fino in fondo cosa fa Angelo, oppure lo capisce e lo accetta. Per cui in quello mi riconosco. Nel manga, io dico manga per la storia di Stefano Conte, è più un Ruggero fanciullesco.
Non mi fa strano, non mi sento io quando lo vedo, però mi ritrovo e dico “sì, quello è Ruggero”.
E poi il Ruggero-disegnato-male di Davide La Rosa, che si avvicina molto alla mia concezione di arte, divertimento e surrealismo.

Mancio: Ultima domanda. Quando vai a San Remo?

Ruggero: [ride] Allora, ne stavo discutendo, non con quelli di San Remo che non mi chiamano…

Mancio: Con Pluc (Fabrizio Di Nicola). 

Ruggero: Eh, può essere.

Mancio: lo so perché me l’ha suggerito lui di chiedertelo.

Ruggero: Ah ok [ride]. E dico sempre, ma è assurdo che sono andato a Vinitaly col mio vino, Rougero, a Lucca Comics col mio fumetto, e non riesco ad andare a San Remo con quello che faccio, cioè le canzoni. È questa un po’ l’assurdità, a volte, della vita e del mondo dello spettacolo. Nella vita devi lottare per i tuoi ideali, ma anche raccogliere quello che viene, senza combattere troppo.
Essendo io timido non vado a rompere le palle, non è che dico a saldaPress “voglio fare il fumetto!”. Il vino, mi hanno detto “Vuoi fare il vino di Ruggero?” Ma certo.
“Vuoi venire a Vinitaly?” Vengo. Quando qualcuno mi dirà “Vieni a San Remo con un tuo pezzo?” Tac! E io preparo il pezzo.
Io e mia moglie, Fabiana, non abbiamo dietro le grandi agenzie o case discografiche, per cui siamo un agriturismo dello spettacolo. Lei è triste di questo, per me è un vanto. 

Fabiana: Non sono triste. È che ogni tanto facciamo un po’ troppa fatica.

Ruggero: La fatica è fondamentale perché è con la fatica che vengono fuori le conoscenze, le canzoni, le cose che ti sorprendono. Per cui io continuo con questo agriturismo dello spettacolo. Mia moglie chiederà il divorzio.

Fabiana: Può essere.

Ruggero: E poi morirò solo e disperato.

Fabiana: E io ti ciuccerò tutti i soldi [ride].

Ruggero: Ecco [ride]. Ma sarà valsa la pena provare.

Mancio: [ride] Io vi ringrazio, è stato bellissimo.

Ruggero: Grazie a te!

Fabiana: Adesso si può mangiare il macaron.

Ruggero: Macaron!

Fabiana: …al pistacchio.

Spero di avervi trasmesso almeno un po’ della magia di questa intervista. Intervista che ha continuato a brillare quando fuori ho chiesto la foto con Ruggero e Fabiana e mi sono beccato il photobombing di Jacopo di saldaPress che ringrazio ancora, per l’intervista e per il photobombing.

 


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