#PaniniComics / Renato Jones: L’Uno% di Kaare Andrews

Renato Jones
Fabrizio Nocerino

Kaare Andrews é un uomo arrabbiato, ma non per questo accecato dal sentimento. Piuttosto, é determinato a mettersi in gioco e raccontare, esprimere la sua rabbia. Dietro uno degli artisti piú completi degli ultimi vent’anni e l’evoluzione costante di una matita frenetica e desiderosa di azione pura, c’é un uomo che ha studiato arti marziali, cinema e regia, che ha vissuto l’industria dell’intrattenimento e l’ha incanalata nel suo stile eclettico. Mai fermo, mai pago, colpito da anni di lotte personali e difficoltá, ha cercato sempre il passo successivo nella sua personale scala evolutiva. Renato Jones: L’Uno% é questo agognato next step.

Renato Jones interior 1

Serie pubblicata per Image Comics nel 2016 e arrivata in Italia grazie a Panini Comics, il primo volume della saga hardcore action di Renato Jones é una cinica e disillusa visione del nostro mondo, attraverso gli occhi di chi si é stancato di vedere poche decine di persone tenere tra le mani le ricchezze del pianeta intero. Il protagonista di questa storia, Renato Jones, é un ricco rampollo dall’aspetto pacato e mite, anche passivo, erede di un impero economico che ha cercato di divorarlo sin da bambino.

Il volume si apre con le brutali origini delle disgrazie di Renato, orfano di entrambi i genitori e scaraventato in una triste serie di vicende che lo formeranno fino a farlo diventare il proto-Bruce Wayne / Oliver Queen / Danny Rand di turno. La vendetta, motore di tante trame, qui viene funzionalmente puntata verso il sistema laccato d’oro e perdizione, lussuria e depravazione costituito dagli uomini e donne piú ricchi del mondo, una casta intoccabile che non prova alcun rimorso nello schiacciare, torturare, stuprare e uccidere gli esseri inferiori che lavorano per loro o vivono la loro vita quotidiana.

Un milionario che diventa vigilante, un passato burrascoso che gli strappa via l’amore della famiglia, belle donne che pendono dalle sue labbra, una rabbia nascosta che ruggisce nel petto, tutte le fortune del mondo, una élite da abbattere ed un maggiordomo tenebroso a fargli da assistente: Renato Jones prende in prestito alcuni tópos del cavaliere della notte e li fa suoi, adagiandoli su un letto di iper-violenza vigilantesca con un contorno di eccessi gratuiti e tendenze all’esagerazione. Il mondo costruito intorno al protagonista é tutt’altro che piacevole e le somiglianze con il mondo reale del lettore sono svariate e terribilmente vicine ma mai inquietanti e brutalmente reali quanto l’effettivo tasso di cattiveria che Andrews riesce a concentrare in sole 170 pagine.

Renato Jones interior 2

Il denaro, il benessere e il lusso, agli occhi di Renato e, per correlazione, nei testi del narratore Kaare Andrews, si trasformano in un veleno che corrode lo spirito, che distrugge qualsiasi fibra morale, che annienta l’animo. Andrews non ha pietá per chi tiene le mani sul collo dei piú poveri e sfortunati, esagerando nelle caratterizzazioni, nelle storture e malignitá dell’élite di supermiliardari che catturano l’occhio rabbioso di Renato Jones.
L’Uno% del titolo non ha sfumature di redenzione o velati accenni di bontá nascoste o incomprese sotto vestiti costosi e yacht giganteschi. Sono tutti colpevoli di crimini atroci, che il protagonista recita come un mantra ogni volta che indossa la maschera del Freelancer, il vigilante mascherato che ha giurato di ucciderli tutti, dal primo all’ultimo, seguendo l’ordine di una lugubre Lista di bersagli da far fuori.

Armato di un letale revolver peccaminosamente combinato ad una minacciosa lama seghettata, il Freelancer si muove come se fosse indemoniato, posseduto da una forza misteriosa e violenta che lo rende una implacabile macchina di morte. L’autore e il personaggio si fondono in un unico, sincronizzato movimento. La regia non ha limiti e utilizza lo spazio infinito per lasciare al lettore massima libertá, immaginando l’adrenalina scorrere nelle vene di questo furioso vigilante. Frenetica e mai contenuta, l’action in Renato Jones: The One% vale da sola il prezzo dell’acquisto, anche soltanto per dare al lettore l’occasione di ammirare un Andrews autore completo assolutamente scatenato.

Prova artistica, in generale, ineccepibile, che conferma l’assoluta padronanza della tavola ma anche dello stile e della personalitá infusa alla storia, interrotta ogni tanto da finte pubblicitá di profumi ed intimo, un modo per Andrews di sottolineare ancora di piú la natura effimera, frivola e vuota dell’Uno% reale e la vena black humor della storia che sta scrivendo.
Andrews nasconde, in un mondo lussuoso, scatole cinesi di crudeltá inaspettata; donne sensuali e voluttuose, letali ed assatanate si alternano a uomini comicamente obesi e altrettanto avidi, passando poi ad Adoni dal fisico scolpito ma vuoti nel cervello e ad altri diabolicamente perfetti nella mente e nel fisico. Riflessi distorti della nostra realtá, ridicoli, ma che calzano perfettamente in un contesto esagerato.

In maniera meno erratica del bizzarro protagonista, infatti, attorno a Renato Jones si muovono, tre interessanti sottotrame che arricchiscono e dettagliano il mondo solo accennato da Andrews; la progressiva rivelazione della nemesi e del passato di Renato possono passare inosservate nel bagno di sangue che sporca le pagine, ma sono in realtá flashback e diversioni astutamente inserite nel momento perfetto per non distogliere l’attenzione dagli eventi salienti e, al tempo stesso, definiscono piú chiaramente il carattere e la netta distinzione tra i due alter ego Renato Jones / Freelancer.

Sicuramente lontano dall’essere una lettura cerebrale e forse avvolto di un cliché di troppo, Renato Jones: L’Uno% é un ottimo primo capitolo di una, si spera, lunga saga di azione ad alto tasso d’adrenalina e personaggi fuori dal comune, esagerati per il puro gusto di esserlo e perfettamente calati in un contesto fuori dagli schemi. Kaare Andrews dimostra di essere cresciuto come autore ed essersi evoluto come narratore, non nascondendo le sue influenze, bensí abbracciandole e rimodellandole in una creatura, finalmente, tutta sua.


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