#Retrogame / Voi lo sapete cos’è davvero la PSX Sony?

Daniel Spanò

È uno dei più grandi misunderstanding del gaming. La PSX Sony è un oggetto misterioso che non ha mai visto il mercato europeo, ma sopratutto, non è una console.

Dicembre 2003, mentre tutti aspettano la PSP, che sarebbe stata immessa sul mercato da li a poco, Sony, con un colpo inaspettato pubblica questo oggetto misterioso, pensato come ariete per la conquista del mercato dell‘home video entertainment.

Proclami a parte, la PSX è un DVD recorder con integrato il sistema PlayStation 2 retrocompatibile (quindi sì, si potevano usare i giochi della ps1) dal design talmente raffinato da far sfigurare qualsiasi altro dvd player, perfetto quindi da abbinare ai primi tv schermo piatto in commercio.

Il lato “Home video” della PSX è sicuramente la parte più interessante: dotata di sintonizzatore tv e predisposta alla ricezione di tv satellitare, la PSX era dotata di un HDD da 160 o 250 gb (fidatevi, al tempo erano più di quello che state immaginando), e di un masterizzatore DVD, permettendo dunque la registrazione e poi la “scrittura” del nostro programma preferito.

Dal lato Gaming invece, era in tutto e per tutto una PS2 retrocompatibile, con la possibilità di sfruttare i primi approcci al “gaming online”, grazie al modem integrato. Inoltre, un’altra cosa che sicuramente ha influenzato lo sviluppo delle successive generazioni di consolle è stata la possibilità di installare i giochi (quelli che lo permettevano, es: Final fantasy IX) su HDD.

Ma la vera rivoluzione della PSX è stata la XMB (XcrossMediaBar). Infatti la primissima versione dell’innovativa barra di menu SONY è stata rilasciata proprio in questa occasione.

Era davvero un gioiellino multifunzionale, oltre alle innumerevoli porte integrate, la PSX aveva anche preinstallati software di editing Video/foto/musica.

Immessa sul mercato il 13 dicembre del 2003, il modello con HDD da 160 gb costava 79.800 Yen ( 610€ circa), mentre il modello con hard disk da 250 Gb 99.800 Yen ( 770€  circa).

Sicuramente il prezzo davvero alto (per i giorni nostri, figuriamoci 16 anni fa) ne influenzò il successo, tanto che le scarse vendite portarono la PSX a rimanere confinata al mercato Giapponese, rendendolo un oggetto più da collezione che da “utilizzo”

 

P.S.

Se andate su qualsiasi sito di aste e scrivete PSX il risultato sarà quasi sicuramente questo:

Quindi, a scanso d’equivoci, oggi abbiamo scoperto che la PSX e la PS1 non sono la stessa cosa.


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