#RWLion / Superman: Rinascita #24 – La Recensione

Carlo Vitali Rosati

Superman Rinascita #24 ci porta vicini alla conclusione di un mistero. E all’inizio di un altro. E a un mostro gigante. Il risultato? Vediamo con ordine…

Il numero si apre con Alba Nera: Capitolo 4. Il numero inizia bene, con atmosfere tese e un dialogo particolarmente ispirato tra Lois Lane e un inquietantissimo vecchio Cobb. Le rivelazioni, all’inizio, non fanno che infittire il mistero sulla contea di Hamilton e la palude dell’Uomo Morto. Questo, in passato, si è rivelato una scelta discutibile nella prima parte della serie, ma stavolta, i tempi più serrati, e la mancanza di divagazioni, mantengono vivo l’interesse.

Purtroppo la storia incontra alcuni problemi, andando avanti. Nonostante i bellissimi disegni di Mahnke e l’impaginazione originale di quella che è una sequenza di tre doppie splash page, Gleason e Tomasi, fanno tornare subito la trama su temi più ordinari, dove purtroppo abbondano scene forzate e dialoghi fastidiosi.

Rendere Superman un personaggio vulnerabile, per cui il lettore si preoccupi non è un compito semplice, ma come dimostrano tante storie, non è impossibile. Per questo la conclusione del numero, nonostante sia un miglioramento rispetto al corpo centrale, non mi ha convinto del tutto. Il colpo di scena finale (niente spoiler, tranquilli), nonostante sia tragico e tenti di apparire come conseguenza delle colpe di Superman, viene smorzato da un montaggio bizzarro che ci fa seguire scene inutili, e da una sceneggiatura che a volte diventa un po’ stucchevole. Peccato, una buona occasione sprecata.

Il volume continua con Action Comics #979. Il numero, purtroppo, è lento, anche di più del riassuntone presentato nell’Action Comics precedente. Jurgen, come al solito, dilata i tempi fin troppo. Il che sarebbe anche accettabile se accadessero eventi interessanti o divertenti. Invece lo sceneggiatore si limita fare name-dropping, con una valanga di citazioni a vecchi avvenimenti e personaggi che, nonostante la curiosità che potrebbe suscitare nei fan più sfegatati, non riesce a tenere in piedi la storia.

Le rivelazioni nella conclusione fanno sperare per qualche avvenimento interessante nel prossimo volume. Ma è una frase che ho detto parecchie volte riguardo questa serie, e non sempre le speranze sono state ripagate. I disegni di Patch Zircher sono indubbiamente la cosa migliore di questo fumetto: l’espressività dei personaggi, le inquadrature e le luci fanno un ottimo lavoro a dare atmosfera alle scene e a comunicare gli stati d’animo dell’uomo d’acciaio.

Il volume si chiude con una nota positiva: l’undicesimo numero di New Super-Man, stavolta alle prese con un mostro gigante (molto simile a una nemesi dell’uomo d’acciaio) e un nuovo superpotere. Gene Luen Yang continua la sua serie con toni leggeri, con super eroi a volte un po’ ingenui, ma ben caratterizzati. Il risultato, a mio avviso, è il migliore della serie: azione e umorismo si mescolano per darci un ottimo prodotto di intrattenimento, dove però trova anche spazio lo sviluppo dei personaggi.

Le scene d’azione vengono esaltate dai bei disegni di Billy Tan e Tako Zhang, artisti in grado di rappresentare scene catastrofiche senza farle risultare né tragiche né ridicole: il mix adeguato per le avventure di Kenan e la Justice League cinese.

Superman rinascita #24 è un fumetto con alti e bassi. Sarebbe bello dire che non è rappresentativo della serie, ed è solo un intoppo momentaneo. Ma questo ritmo va avanti oramai da diversi numeri e, nonostante non manchino i momenti piacevoli, è un peccato avere un uomo d’acciaio che procede a singhiozzo.


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