#RWLion / Batman Rebirth #23 – La Recensione

Daniele D'urso

Il viaggio della vita è un percorso irto d’insidie attraverso il quale possiamo lasciare indietro qualcuno… o qualcosa ma nella stragrande maggioranza delle volte quel qualcuno… o qualcosa, ritornerà quando meno te l’aspetti. Il ventitreesimo spillato di Batman ha da raccontarci tre storie (come sempre del resto) unite da un indissolubile legame comune: la famiglia. Padri e figli, madri e figlie, perfino fratelli d’armi, poco importa del tipo di legame ciò che veramente conta è la sua presenza.

Il terzo numero di The Button è con molta probabilità il cuore di questo legame, un sentimento nascosto dietro ottant’anni di carriera editoriale. Il fattore scatenante la più grande crociata dei tempi moderni. Faccia a faccia, Thomas e Bruce, spogliati del loro medesimo ruolo non sono altro che padre e figlio, emozionati, increduli forse persino timidi, davanti a una realtà che non credevano fosse possibile, il loro incontro è toccante ma allo stesso tempo estremamente platonico, una candida e istituzionale cerimonia tra coloro che hanno fatto dell’apatia una seconda pelle. Qualcosa si muove, una corsa contro il tempo, il mondo che si sgretola, nei pochi istanti a loro concessi la mente vola in balia dei ricordi, padre e figlio sono davanti a una scelta, l’ennesima scelta che li porterà a dividersi, come se il destino, il più beffardo e subdolo dei nemici, avesse già deciso la conclusione. Ma dopotutto, non importa quanto colpirai forte un Wayne, lui saprà sempre rialzarsi. E via, senza sosta, nuovamente attraverso lo spazio e il tempo, mentre ciò che esiste intorno a loro sta per sgretolarsi. The Button è alle sue battute finali per svelarci il mistero che ha cambiato la realtà.

In fin dei conti, come vi dicevo, è solamente una questione di famiglia. Lady Shiva è determinata a portare a compimento il suo piano, ma le forze in ballo sono molteplici. La Colonia, reintrodotta la sua testa, è nuovamente operativa, mentre come sempre Ra’s si cela nell’ombra aspettando il momento giusto per colpire, e porre fine al tradimento perpetrato. Ovviamente al centro del ciclone non poteva non esserci Batman e la sua squadra di eroi. Un numero che per una volta mette da parte il gruppo favorendo, come giusto che sia, il singolo. L’orfana, Cassandra, alla prova del nove, lama contro lama, retta dall’irrefrenabile voglia di fermare il sangue del suo sangue. Lady Shiva non è solamente sua madre, ma per l’ormai ex assassina prodigio riconvertita al bene da Batman, è la sua più alta responsabilità. Una lotta per salvare, sì Gotham, ma contemporaneamente salvare se stessa e convincerci che la strada intrapresa è giusta. James Tynion IV ci offre l’ennesima ottima storia che si chiude forse in maniera troppo brusca per una miscela che aveva messo tantissima carne al fuoco. Ciò che ci resta, alla fine, è l’ennesimo ciclo narrativo estremamente valido di un artista che possiamo definire, a ragion veduta, un’ottima certezza.

I Dolltron, Mr.Pyg, il rapimento di Tsang tutto portava qui, alla resa dei conti. Il piano elaborato dal Dr. Simon Hunt è stato astuto e doloroso, un lungo viaggio che ha portato Nightwing, la sua compagna e Damian attraverso regioni e paesi del mondo per fermare una minaccia che aveva attentato direttamente al cuore delle loro vite. Ma giocare con i sentimenti degli altri non è mai una scelta saggia, Hunt dovrà farne le spese, e l’eroico sacrificio del redento Deathtwing porterà i nostri eroi in salvo. Il legame tra Dick e Damian è uno dei più stretti tra i membri della Batfamiglia e un reciproco riconoscimento di ciò costringerà i due ad accettare che dopotutto l’uno ha cambiato la vita dell’altro, e viceversa.


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