#RWLion / Batman Rebirth #25 e #26 – La recensione

Daniele D'urso

Lo status quo è un modello puramente concettuale, una visione rassicuratrice dell’ordine generale che quasi mai coincide con la realtà dinamica della vita. Nel corso della storia ci si è sempre interrogati sul cambiamento e in modo particolare sugli effetti che esso provoca, creando due scuole di pensiero universali per ogni ambiente, politico, sociale o, come nel nostro caso, individuale: conservatrice e progressista. Inquadrando questa sottile linea di pensiero in un mondo perennemente in evoluzione come quello della continuity superoica ci risulta evidente che, nonostante alcune scelte stilistiche possano non essere più o meno apprezzate, lo spettacolo debba necessariamente continuare, rinnovarsi, evolversi. Tom King non necessita di presentazioni, la sua decisione nel voler lasciare il segno è da subito stata energicamente chiara e questo numero venticinque ne è il compimento. Voler lasciare qualcosa ai posteri, creare una struttura sulla quale iniziare un nuovo corso del pipistrello qualcosa che potremmo accettare come uno status quo, per l’appunto, in un futuro prossimo. La scelta di legarlo indissolubilmente con Catwoman sancisce questa volontà.

Gotham Girl prende il ruolo di guida, sovvertendo ogni patriarcale certezza del Cavaliere Oscuro e smontando pezzo dopo pezzo la sua istrionica sicurezza. Con spensierata ed estrema semplicità Clare riesce a toccare le corde sommerse dell’elitario giustiziere, facendolo vacillare come mai prima. Questo numero non si lega all’azione ma alla riflessione, illuminando una parte parimenti interessante del carattere di Bruce Wayne, alla fine persino il Cavaliere Oscuro ha ceduto alle sue emozioni.

The War of Jokes and Riddles ci accompagnerà per diverso tempo nel prossimo futuro, siamo agli albori di una run decisamente particolare. Batman non sarà il protagonista, come di consuetudine, al centro della narrazione ci sarà lo scontro tra le sue più feroci nemesi: il Joker e l’Enigmista. In questo primo numero vengono poste le basi del conflitto e svelate le cause che porteranno all’odio profondo tra i supercriminali. Un odio figlio della supponenza e della competitività che inonderà le strade di Gotham. Due menti, astute e diaboliche, un solo obbiettivo, prevaricare sull’altro dimostrarsi migliore, sancire il ruolo di nemesi del Cavaliere Oscuro per eccellenza, che lo scontro abbia dunque inizio.

Detective Comics non si prende pause, una costante corsa contro il tempo sancita da una trama fortemente verticale che, uno dopo l’altro, esplorerà il passato, il presente e il futuro d’ogni membro della squadra. Questa volta è il turno di Azarel e dell’ordine di St. Dumas. Un pericolo che viene dai profondi meandri del misticismo senza tralasciare tratti di sviluppo legati all’intelligenza artificiale e all’eugenetica. Un nemico complesso Ascalon, il guerriero divino, e apparentemente privo di punti deboli che porteranno gli alleati di Batman a interrogarsi su come prevenire una minaccia inarrestabile. Proprio quando il peggio sembra stagliarsi all’orizzonte, letteralmente da dietro le quinte, appare una vecchia conoscenza del Cavaliere oscuro e della League: Zatanna. La maga figlia di Zatara è molto più di una vecchia amica per Bruce Wayne e verrà riportato alla luce proprio il precedente legame fra i due, una relazione che poteva essere ma che non è stata per via della conflittuale e instabile vita del miliardario/ vigilante di Gotham City. Ancora una volta un lavoro di squadra per un team che non riesce mai e poi mai a prendersi una pausa.

In coda a questi due numeri troviamo ancora una volta Nightwing, in preda alle costanti difficoltà nel proteggere un’intera città da solo. Una nuova minaccia sta muovendo segretamente le sue trame per il controllo economico di Bludhaven e Dick Grayson, ancora scosso per i recenti avvenimenti della sua vita sentimentale, non è sufficientemente concentrato per venire a capo del problema. Le complicazioni sono da sempre il punto debole dell’ex ragazzo meraviglia e la sua indiscussa capacità nel fidarsi troppo del prossimo lo porterà in una trappola dalla quale non sarà facile venirne a capo


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