#RWLion / Batman Rinascita #18

Daniele D'urso

L’inquietante presenza di Bane si staglia tra le ombre di Gotham City. L’unica soluzione plausibile e correre ai ripari. La bat-famiglia è in pericolo e ogni secondo che passa avvicina il Cavaliere Oscuro alla fatidica resa dei conti. Tutto fa presagire che lo scontro stia per arrivare e mentre i fidi alleati del pipistrello sono alle strette, torchiati dagli aguzzini del mercenario, Batman si prepara a modo suo alla resa dei conti.

I am Bane ci mostra nel suo secondo numero, una serie di sequenze di grande impatto visivo che alimentano il seme della percezione di ciò che sta per accadere, attraverso una fitta trama di mini sequenze unitari incentrate ognuna su un diverso protagonista, da Alfred alle prese con uno di piani più folli e rischiosi degli ultimi tempi, alla richiesta d’aiuto nella Fortezza della Solitudine. Ogni singolo tassello va sistematicamente a interagire con una connessione di conseguenze che porteranno la narrazione a un fulgido e sistematico epilogo. Batman contro Bane, uomo contro uomo, maschera contro maschera. Senza esclusione di colpi, una lotta all’ultimo quartiere che sta per inondare di sangue le strade di Gotham.

Tom King si mette comodo, lasciando il pubblico in trepidante attesa, mentre snocciola qua e là sistematici richiami all’inarrestabile evento. Ogni fattore della narrazione comprime la tensione e non vediamo l’ora di arrivare all’atto finale. Come se fossimo su di un ring, grande quanto una città, il Mayweather vs Mcgregor dei fumetti, lo Scontro del Millennio.

Ma chi sarà il vincitore?

Batman o Bane?

Da quando James Tynion IV si è seduto alla guida di Detective Comics, nello scetticismo generale, ogni singola  scelta è stata impeccabile e assolutamente sorprendente, e proprio per questo capto ottime sensazioni per la sua nuova run. Le ombre sono giunte in città, e ogni diabolico intento sarà presto svelato. Hanno un obbiettivo ben preciso, vogliono possedere un arma, un arma diversa, non costruita ne forgiata, d’acciaio o ferro, ma di carne e ossa. Il loro obiettivo è Cassandra Cain, l’Orfana.

Mentre la Squadra dei Batman si prepara a fronteggiare la minaccia, Batman e Batwoman sono in cerca di risposte, e ciò che rimane della Colonia è il pezzo forte del loro banchetto. Nonostante la frangia estremista dell’esercito americano sia mossa da principi meno etici della norma, potrebbe non avere completamente torto, il loro obbiettivo è reale. Batman lo sa, ma non avrà mai l’elasticità per ammetterlo. Cosi, mentre si annidano scheletri e dubbi irrisolti, fuori tra le luci della notte le ombre hanno cominciato a muoversi.

In appendice vi sarà possibile trovare anche un mini storia incentrata sul confronto, due uomini formati  da ambienti completamente opposti si trovano a combattere l’uno al fianco dell’altro, alimentando a loro volta i dubbi sull’attendibilità del proprio compagno.

Azarel e Batwing così vicini, ma così lontani.

Si chiude questo diciottesimo spillato con un numero molto particolare di Nightwing. La relazione tra l’ex ragazzo meraviglia e l’ex super criminale redenta Defecer procede tra le parole e i confronti con i loro amici e mentori. Come se i due fossero  normali ragazzi alle prese con la loro storia sentimentale, ma i due di normale non hanno assolutamente nulla. A partire proprio dalle loro conoscenze. Un numero diverso, sistematicamente ripetitivo  che potrebbe apparire noioso ai più, non mi sento di bocciarlo in toto, in quanto è chiaro il lavoro svolto dall’autore (Tim Seeley, non certo l’ultima ruota del carro) nel voler mandare un messaggio evidente, propedeutico per rafforzare un sentimento , al quale la trama farà affidamento per gli sviluppi futuri. Un processo probabilmente confusionario, concentrato in poche pagine, ma necessario per rafforzare una tematica che in altro modo sarebbe apparsa  estremamente irrealistica e banale. Certo, è evidente come sia un tipo di narrazione che non si applica in maniera perfetta con quella del fumetto supereroico americano.


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