#RWLion / Il Cavaliere Oscuro Rinascita #7

Daniele D'urso

Dall’Alaska al Nevada, da solitari ghiacciai a torridi deserti, sabbia e neve, gemelle con un unico punto in comune: Batman. Il pipistrello, dopo aver avuto la peggio nello scontro con Victor Fries, deve necessariamente correre ai ripari. Il virus creato dal folle scienziato sta per diffondersi e ogni secondo che passa è una corsa contro il tempo che oscilla tra la vita e la morte. Questo secondo capitolo della seconda run di Scott Snyder su All Star Batman si pone a specchio con il primo, fornendo al lettore più audace la stessa verticalità di trama, con elementi e conclusioni opposte. Pamela Ivy è letale, conturbante e spietata, come l’ideale che incarna, la natura e i suoi principi sono lontani da quelli del cavaliere oscuro, ma entrambi hanno un certo spirito di conservazione. Il più vecchio dei cliquè narrativi smorza la successione degli eventi: minacciati dall’identica problematica i due antagonisti fanno fronte comune per vendere cara la pelle, e il tentativo di Fries di eliminarli porterà la botanica a unirsi alla crociata del pipistrello. Una preziosa alleata di cui non ci si può fidare, ma questo Batman lo sa molto bene. Ancora una volta il colore è una parte integrante di questa narrazione, l’utilizzo del deserto e delle sue tonalità accese, in controtendenza con la base di Fries del numero precedente, sedimentano la differenza di vedute tra i due capitoli, bilanciando uno scontro che avrà come vertice ancora una volta il vigilante di Gotham City.

Burnside, o non Burnside… questo è il problema per Batgirl, il suo ritorno a casa è più interessante e misterioso del previsto, una piacevole svolta sia per l’eroina che per la figlia del Commissario Gordon. L’inizio della carriera universitaria e il cambio di residenza, una fase di forti variazioni e novità. Mentre alla sue spalle di delinea una presenza ambigua: il figlio di Oswald Cobblepot, la progenie del Pinguino Ethan. Il ragazzo sembra diverso dal padre, sia nell’aspetto che nel carattere, ma Barbara non può lasciarsi ingannare cosi facilmente, è scettica ma allo stesso tempo incuriosita dal misterioso personaggio. Una storia in via di sviluppo ai blocchi di partenza.

È giunto il momento per le Birds of Pray di fare i conti con il proprio passato. La Fenice, colei che ha cercando di distruggere ad ogni costo ciò per cui le eroine si battono, non è altri che la madre della Cacciatrice, Maria Bertinelli, scomparsa e creduta morta in una vendetta mafiosa. Questo quadro familiare fatto di sangue, vedrà Elena alle prese con una dura decisione. La verità viene a galla e le colpe della madre ricadono sul destino nefasto della figlia scombussolando la sua percezione del presente e di ciò che accade intorno a lei. La Cacciatrice vive di vendetta, ma nel suo cuore duro e irreprensibile qualcosa ha aperto una piccola breccia, un inaspettato esempio che porterà l’eroina ad agire diversamente e riconsiderare i proprio metodi. La famiglia adottiva: le Birds, prevaricherà su quella nativa e chi ha sbagliato pagherà per i propri errori. Un numero conclusivo che certifica la qualità di questa testata con un giudizio positivo.

Chiude, come al solito, la testata Batman Beyond e le sue storie ambientate nel futuro di Gotham. La resa dei conti tra Terry, il Batman del futuro, e Terminal è alle battute finali, le azioni dei due hanno portato ad una serie di conseguenze inattese, e il ritorno in scena di Bruce Wayne, non può non essere un punto centrale per la futura narrazione della serie. È chiaro come l’iconicità di determinati personaggi risplenda, nel gioco causa e effetto, presenza/assenza. Così Dan Jurgens finalmente si compiace, alimentato dal potere inebriante della sfida, ogni tassello finisce per annunciarci in modo, più o meno velato, che siamo solamente all’inizio e che questa primissima saga ha messo le basi per qualcosa di estremamente grosso che si sta per delineare all’orizzonte. Una scelta narrativa evidente che ha comportato un leggero ritardo nell’elasticità della trama, in modo particolare nei primi quattro/cinque numeri, per poi esplodere nelle battute finali, in particolare nel cliff-hunger conclusivo di questi numero. Un colpo di scena che da solo vale il prezzo del biglietto.


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