#RWLion / Flash Rinascita #16

Daniele D'urso

Ci sono nemici e NemiciFlash fino ad ora ha creduto di saperlo, ma i Nemici guidati da Capitan Cold sono molto più risoluti del previsto. Un colpo geniale lontano dalle sicure strade di Central City, è questo il piano del peggior gruppo di antagonisti del Corridore Scarlatto. Dove la giurisdizione dell’eroe non vige. Ma Flash è un cuore puro, indomabile paladino del mondo e anche lontano da casa la sua missione non cambia. Il punto è proprio questo, lo sanno anche i suoi oppositori, è un uomo buono prima d’essere un eroe, è irrimediabilmente prevedibile. Corto Maltese si trasforma, uno specchietto per le allodole, una mossa a sorpresa nuova che però porterà i suoi frutti. Central City ora è deserta in mano ad un gruppo di folli mentre Flash è a chilometri di distanza a giocare con gli specchi. Dopo la fine del ciclo di Godspeed si affaccia alla finestra una nuova, vecchia minaccia per Barry Allen e i suoi alleati. Pronti a tuffarci in un nuovo ciclo ancora una volta scritto da Joshua Williamson e disegnato da Carmine Di Giandomenico, un prodotto dal sapore retrò che sedimenta le radice nella tradizione del personaggio e dei suoi oppositori, trasportandoli verso gli standard del fumetto contemporaneo.

Seattle è una miscela pronta ad esplodere. La vita di Oliver Queen non è mai stata così complicata. Sul suolo della sua città si annida più di qualche semplice problematica. L’Arciere Nero, Malcom Merlyn sta seminando panico in città, contemporaneamente un gruppo di ex poliziotti integralisti ha deciso di farsi giustizia da soli, assaltando letteralmente il carcere. Come se tutto questo non bastasse, le Queen Industries sono saldamente in mano a corrotti burocrati, i quali venderebbero l’anima per far uscire di scena l’arciere di smeraldo. Nel incredibile caos il Robin Hood della DC Comics è letteralmente in stallo. A tutto questo si unirà un ritorno assolutamente inaspettato. Un numero di passaggio che inclina notevolmente la forza d’animo del protagonista che mai prima d’ora aveva dovuto affrontare una crisi di questa portata.

Si chiude il Diluvio, il maxi evento di portata internazionale che si è abbattuto per diversi numeri sulle pagine di Aquaman. La nazione atlantidea e gli U.S.A. sono allo stremo e solo il Re di Atlantide può mettere fine a questa storia. Nonostante il processo di narrazione sia stato di ottimo livello il numero finale appare leggermente scontato e non molto curato, in modo particolare  nello scontro tra Arthur Curry e Manta Nera. Un taglio così netto alla narrazione che liquida in quattro e quattrotto un arco narrativo che ci aveva abituato a ritmi molto meno serrati. Tutto si conclude con un improbabile nulla di fatto, e in due mezze pagine le due nazioni tornano ad un pace poco credibile. Questo primo macro ciclo di Aquaman ci lascia letteralmente con l’amore in bocca, poteva esser un’ottima storia ma è stata gestita veramente male


Comments are closed.