#RWLion / Flash Rinascita #18

Daniele D'urso

GET UP ABRUZZO

Esistono forze che vanno oltre la prevedibilità. Eventi in grado di colpire duro e di mandarti al tappeto quando meno te lo aspetti, ma non bisogna mai lasciarsi andare, se il mondo intorno a te sta per crollare, figurativamente o letteralmente, devi sempre cercare di rialzarti… un po’ come fa il Corridore Scarlatto, un po’ come fa Flash.

Non è facile, ma quando lo fai, la terra è nuovamente sotto i tuoi piedi. La recensione del diciottesimo numero del bisettimanale più veloce della DC Comics non può essere, per forza di cose, come le altre, per noi, per voi, ma soprattutto per Carmine Di Giandomenico, teramano DOC che ha voluto, a modo suo, lasciare un piccolo messaggio.

Una scritta, tre semplici parole, a pochi centimetri dall’uomo colpito, inerme steso al suolo, un messaggio che infonde coraggio, un esempio da seguire, perché l’Abruzzo, magnifica terra, deve rialzarsi proprio come il nostro eroe. Non importa come e quando, non importa quanti saranno i tuoi nemici o le scosse, forse non importa più essere un personaggio di finzione o un popolo reale, ciò che conta veramente e solo quel gesto, farlo e poi ripeterlo, perché le scosse non finiranno, perché i nemici torneranno e allora Get Up Abruzzo non sarà solamente un monito, ma un vero e proprio tormentone… ieri, oggi, domani, non lasciamoci andare, continuiamo a correre verso il futuro, un futuro incerto e pieno di avversità, dove essere forti come eroi è l’unica via d’uscita.

Combattere ancora una volta, contro ciò che vuole affossarci, non arrendersi mai, per poi rinascere dalle proprio ceneri. Il numero conclusivo della seconda run di Flash, l’ho visto un po’ così, con un occhio vigile su ciò che stavo leggendo e il cuore alle prese con le emozioni che mi suscitava, toccante, vero, probabilmente vissuto per chi ha avuto il piacere d’essere ospitato in quella meravigliosa terra solamente due mesi prima del disastro. Per chi ha avuto il piacere di vivere a contatto proprio con te Abruzzo e che seguendo l’esempio vuole urlarti ancora una volta…

GET UPGET UP ABRUZZO.

Westberg è morto, e con lui l’opinione pubblica di Seattle, la perdita di un alleato cruciale per la lotto alla criminalità è un duro colpo da digerire, una scelta narrativa importante che tende una mano verso l’indipendenza che da sempre caratterizza il personaggio di Freccia Verde dai suoi colleghi. Oliver Queen è nuovamente al punto di partenza, le ombre si annidano intorno a lui e ai suoi alleati. Merlyn, Domini, Broderick tasselli della stessa e intricata ragnatela, un intricato gioco per il controllo della città.

Seppellire i propri morti è un atto dovuto, necessario, sacro, eppure qualcuno sembra averlo dimenticato, non c’è pace, il tempo scorre inesorabile e l’Arciere Nero avanza nella foresta mentre il nuovo sindaco deve fare i conti con i suoi alleati. Proprio quando tutto sembra volgere a suo favore, un nuovo e inatteso cliff-hunger stravolge imprevedibilmente le carte in tavola, Freccia Verde è più solo di quando potesse pensare.

La politica è parte centrale nella scrittura di Dan Abnett, ogni mossa volontaria o non, del re di Atlantide comporta una conseguenza in tale direzione. Se la guerra con gli Stati Uniti sembra essere alle porte, una nuova e dura prova si affaccia alla finestra per Aquaman: parlare all’ONU e far riconoscere politicamente Atlantide al mondo intero. Il gioco delle parti consente d’ampliare le possibilità della trama, mentre passo dopo passo una nuova minaccia colpisce la mente del sovrano: Warhead.

Automa, Cyborg, Robot, poco importa, costruito o creato, forgiato dalla guerra una vera e propria mente bellica e belligerante. Il suo principale obbiettivo è Arthur Curry e la sua missione di pace. Un avversario ostico che vuole minare tutto ciò che è stato ottenuto fino ad ora.


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