#RWLion / Justice League Rinascita #20

Fabrizio Mancini

Justice League è impegnata in un capitolo autoconclusivo alquanto deludente.
La narrazione è solida, ma è l’unica cosa apprezzabile. La storia di per sé appare alquanto bizzarra e poco magnetica. Si cerca di giocare sempre con i rapporti interni, e si fa nuovamente leva sulla fragilità mentale di Jessica Cruz, che sembra sentirsi troppo inferiore, di forza e di esperienza, rispetto agli eroi della Lega. Anche il suo collega Simon Baz sta vivendo una situazione analoga, sentendo entrambi il peso di non essere come Hal Jordan. Di per sé è una classica situazione in cui due persone, dopo un errore, cercano di dimostrare quanto valgano. Forse la durata di una ventina di tavole non è abbastanza per mostrare un sentimento che, essendo abbastanza comune, può fare molto presa sul lettore medio. La cosa si risolve facilmente nonostante la presunta difficoltà. Anche i disegni lasciano a desiderare, per quello che di certo è un capitolo da dimenticare.

Cyborg torna finalmente a Detroit per concludere una certa faccenda relativa a un problema di ratti. Anche questo capitolo è decisamente sottotono. L’intera scrittura è una continua esposizione di spiegoni apparentemente non mostrabili, o perlomeno non in questo numero di tavole. Un effetto questo che rende blando l’intero capitolo, parlando di cose che dovranno essere date per scontate altrimenti sembrerà tutto campato in aria, ma l’effetto che ne viene fuori è esattamente questo. Si parla invece di mostrare, e non bastano buoni disegni a salvare una scrittura errata.

Conclude la prosecuzione di Terra 2 Earth Society #18.


Comments are closed.