#RWLion / Superman: Rinascita 16

Redazione Geek Area

Dopo la piccola pausa estiva tornano gli spillati Lion ed anche Superman, lasciato proprio nel momento culmine del nuovo evento intitolato Multiplicità. Come già detto il nuovo arco ideato da Peter J. Tomasi e Patrick Gleason rappresenta un grande punto in quanto ripescare il materiale creato da Grant Morrison per Multiversity, utilizzandolo attivamente all’interno della continuity del personaggio.

Dopo la prima parte d’introduzione vista nel numero precedente iniziamo ad arrivare al succo degli avvenimenti. La Justice League Incarnata, con l’aiuto di Clark, continua a muoversi nel bleed che unisce il multiverso, abbandonando la strategia iniziale votata alla ricerca dei futuri obbiettivi ed optando per un reclutamento più veloce e diretto dei vari Superman alternativi. Assistiamo quindi all’incursione del sempre più numeroso gruppo nelle varie terre e alle conseguenze che ciò comporta. Le reazioni dei personaggi coinvolti variano completamente, costringendo quindi i protagonisti a modificare il proprio approccio di volta in volta.

Tomasi e Gleason, con l’aiuto di una notevole schiera di artisti, narrano un momento di transizione ed assestamento che condurrà chiaramente al confronto con Prophecy, per la finale comprensione del piano votato alla distruzione dei Superman presenti nel multiverso da cui, tuttavia, Clark sembra essere escluso.

Come già detto nel numero precedente, vedere Kal-El interagire con personaggi più o meno differenti regala interessanti momenti, tra cui anche il confronto col Superman presidente di Terra-23, il quale ispira un misto di rispetto e timore perfino nello stesso Clark. Nonostante la narrazione obbligatoriamente frammentaria Multiplicità riesce a far breccia, catturando l’interesse del lettore. La storia comincia a prendere forma ponendosi obbiettivi ben precisi, che vengono scoperti pian piano, rendendo ancora più spasmodico l’incidere della narrazione.

La costruzione utilizzata si sta rivelando vincente, in quanto riesce a tirare fuori tutta la parte più capace di Supes, che con la propria attitudine riesce, pur essendo un totale estraneo, a guidare il gruppo verso scelte decisamente più ponderate. La curiosità riguardo il futuro scioglimento della trama è davvero molta, facendo guadagnare ulteriori punti al dinamico duo a cui è stato affidato il rilancio dell’Ultimo Figlio di Krypton.

Sulle pagine di Action Comics si chiude il processo a Lex Luthor che ci accompagna ormai da diverse settimane. La storia che, nonostante i buoni spunti si perde più volte a causa di una prolissità eccessiva, riesce a riprendersi con la parte finale di questo numero, in cui Jurgens celebra completamente l’ideologia del personaggio, risolvendo la situazione proprio attraverso tutta quella visione che ne contraddistingue l’unicità.

Dopo uno scontro usato per mettere in mostra le capacità da stratega di Superman anche in situazione completamente a suo sfavore, Clark riesce a risolvere la situazione a modo proprio, appellandosi a quella bontà d’animo, all’amore per la giustizia e per la libertà, tutti i requisiti che danno un senso al simbolo che porta addosso. Luthor non ha commesso nessun crimine e, nonostante la diffidenza personale di Kal nei confronti di chi porta tale nome, un uomo non può essere condannato sulla base di semplici visioni o future scelte che potrebbe intraprendere.

Di fronte alla testarda lotta di Clark anche il Deicida, dopo l’ennesima e preoccupante visione, sceglie di farsi da parte, affidandogli il compito di vigilare su Luthor qualora le cose dovessero prendere una piega peggiore. In tutto ciò la chiusura del numero è lasciata proprio ai pensieri di quest’ultimo che, per la prima volta, compie un sentito passo in avanti, cercando (almeno apparentemente) di appianare le divergenze, ricominciando da zero con un nuovo spirito. Potrebbe essere davvero giunto il giorno del cambiamento per Lex Luthor?

In chiusura, infine, torna New Super-Man facendo partire il nuovo ciclo dedicato alle controparti cinesi degli eroi che ben conosciamo. Ritroviamo i personaggi dove li avevamo lasciati, intenti a ricevere onorificenze per il salvataggio effettuato. Tuttavia l’unico pensiero di Kong riguarda la propria famiglia: rimasto completamente orfano (almeno in apparenza) dopo la battaglia contro Human Firecraker l’unico obbiettivo del ragazzo è scoprire chi si cela dietro la morte della madre.

La storia che si sviluppa attraverso fin troppi cliché (vediamo addirittura un dojo per l’allenamento di Kenan, il quale finirà, proprio grazie a questo, con lo smussare il proprio carattere) lascia perplessi sin dalle prime battute. Si tratta della prima parte del nuovo story-arch, quindi ci sembra lecito sospendere momentaneamente il giudizio per vedere come il tutto si evolverà, sperando che possa dare qualcosa in più rispetto alla deludente parabola realizzata con i primi sei numeri. I disegni di Billy Tan appaiono altrettanto scialbi, lasciando ben poco, se non impressioni negative dovute a primi piani discutibili ed un livello generale decisamente basso.

Di carne al fuoco per la testa principale di Supes ed Action Comics ce n’è davvero molta. Avremo modo di spaziare tra la spiegazione del piano ordito da Prophecy e le risposte alle domande sollevate dall’ “altro” Clark Kent, che, a quanto pare, riesce sempre ad essere nel posto giusto al momento giusto, con un tempismo quasi sospetto. Staremo anche a vedere come si evolverà New Super-Man, sperando che riesca a ritrovare il tono scanzonato e divertente dei primi numeri, perso proprio a causa di una gestione caotica delle idee che sembra continuare tutt’ora.


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