#saldaPress / Aliens Dead Orbit 2/2 – Recensione

Fabrizio Mancini

Si conclude la miniserie di 4 capitoli, Aliens Dead Orbit, nel modo più giusto e possibile. Quando si intraprende una storia che coinvolge uno o più xenomorfi, sono molte le strade che si possono seguire. Tra le più battute ci sono le tematiche di rivalsa o uguaglianza dei robot, o la sopravvivenza degli xenomorfi, lo studio della loro natura, l’eroismo o il non eroismo dell’eroina di turno, e altre ancora. Tra le tante possibili, e tra la mie preferite, c’è l’ineluttabilità della morte di fronte a queste creature, in questo caso quello che forse è il migliore dei modi. James Strokoe utilizza saggiamente il protagonista maschile, diversificandolo molto dal classico uso della protagonista femminile, e a ragion veduta.
L’uso della eroina in Aliens ha spinto i creatori a lavorare sul significato di eroismo, e portando molte di queste sulla soglia di atteggiamenti mascolini, basti pensare che la figura di Ripley ebbe successo anche grazie alla sua natura androgina. Il protagonista maschile permette di esplorare una nuova visione del rapporto con lo xenomorfo. C’è un modo diverso di intendere la sopravvivenza e lo scontro tra i due generi. Wascylewski non è di certo uno stinco di santo, ma nemmeno uno a cui piaccia socializzare. Ad aiutarlo anche il contesto, scevro dai tipici background molto presenti come nella maggior parte delle storie. Wascylewski non ha secondi fini, non vede oltre lo scontro, vede la sua vita in gioco e sopratutto la decisione di non mollare e non lasciarsi sopraffare dal terrore. Ma l’angoscia, la suspance e l’orrore di Dead Orbit non vengono solo dagli xenomorfi. Strokoe gestisce magnificamente i tempi narrativi e crea impatto utilizzando tutto ciò che ha costruito. Erroneamente, leggendo l’albo precedente, ho pensato che i flashback fossero legati a motivi di esposizione, ovvero mostrare cosa fosse successo prima. In questo secondo albo invece diventa molto più evidente che i flashback vanno a completare la psicologia di Wascylewski, che sono più esattamente dei ricordi recenti, che intervengono pesantemente nei momenti di solitudine o di difficoltà.

Dead Orbit si classifica sicuramente nelle migliori serie di Aliens, per la sua fattura ben strutturata e la semplicità della storia.


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