#Saldapress / Alters vol.1. Diverso fra i diversi.

La diversità è sempre stato un tema di spicco del fumetto supereroistico. I superpoteri creano superproblemi.
Il timore di non essere accettati per ciò che si è, da chi “vuole solo essere normale, qualunque cosa significhi” (come egregiamente scritto da Jenkins in questo volume), è la causa principale per cui ogni supereroe che si rispetti indossa una maschera (o si toglie gli occhiali).
Paul Jenkins, arcinoto nome Marvel, nel suo Alters, estremizza piacevolmente tutto questo.
Siamo in un mondo in cui sono appena iniziati a spuntare degli ‘alters’. Alters sono individui normali che improvvisamente hanno scoperto di avere superpoteri. Alcuni che possono essere nascosti e controllati, altri no. L’opinione pubblica, dopo un grave incidente causato da uno di loro, non guarda di buon occhio questi nuovi individui.
Finora, originalità zero. Anzi, roba da denuncia di plagio da parte della casa delle idee.
Però è chiaro che Jenkins, scrivendo questo ‘Alters’, non volesse creare (almeno, non solo) un clone degli X-men.
Perchè il/la protagonista è un transgender. Un ragazzo normale, che ama il baseball, la famiglia e gli amici, ma anche vestirsi da donna.
Sotto cura di estrogeni, deve nascondere il suo segreto alla sua famiglia estremamente conformista (lui chiama il padre ‘fascista’, ma alla fine siamo di fronte alla solita famiglia tradizionale), fatta di persone che, come detto prima, vogliono solo essere normali, qualunque cosa significhi’.
Una famiglia, quella di Charlie/Chalice, che guarda di cattivo occhio sia gli alters che i trans. Una famiglia che Charlie non vuole ferire, nè deludere.
Quando Charlie scopre di essere un alter anche lui, le cose si complicano. Perchè diventa un ‘diverso’ che scopre di essere diverso fra i ‘diversi’. Un alter transgender (scritto così sembra il nome una scheda grafica, ma avete capito).
In giro c’è una squadra di alter ‘buoni’, con tanto di base operativa e jet privato (cioè, ragazzi, ma di che stiamo parlando…), che proteggono i nuovi provetti alter da un terribile alter ‘cattivo’, tale Matter Man, e la sua squadra di malvagi.
Quando gli x-me…. eeehm, gli alter buoni scoprono che Chalice ha poteri che potrebbero ribaltare le sorti della guerra a Magn… scusate, Matter Man, faranno di tutto per averla con loro.
Nonostante la poca originalità dell’intreccio, la scrittura è appassionante, il ritmo è serrato.
C’è quella dinamica del ‘nascondere l’identità segreta’ che post-civil war è un poco scemata (almeno nel fumetto Marvel), e che, per quanto trita e ritrita, non stanca mai.
I personaggi sono sempre i soliti. Il ‘capo’, il ‘cattivo’ (che non ha certo lo charme di Magneto), l’amico del protagonista.
Però la rappresentazione del protagonista transgender stupisce (probabilmente più per l’originalità della trovata che per introspezione psicologica).
Insomma, certo un prodotto nella media, con un buon ritmo, buoni disegni e un originalissimo personaggio principale.
Se parliamo di qualità de fumetto non si può certo parlare di capolavoro, ma questa Chalice, se giocata bene, potrebbe diventare un fenomeno di costume (e forse è questo che gli autori volevano).


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