#Saldapress – “Cemetery Beach” di Warren Ellis & Jason Howard

copertina Cemetery Beach
Fabrizio Nocerino

Cover Cemetery Beach

Nel 1920, un gruppo di scienziati riuscì ad arrivare dove nessun’altro essere umano era mai giunto finora – lontano dal pianeta Terra. Il processo di colonizzazione cominciò lentamente tuttavia, nel corso di un secolo, si perse ogni traccia di questo progetto segreto. Tra il nostro e questo punto indefinito nello spazio rimase un segreto.. .fino ad oggi. Il collegamento tra i mondi è stato riaperto e l’agente Michael Blackburn è stato inviato in ricognizione, con l’obiettivo di stabilire una testa di ponte e tornare indietro – un’operazione di ri-allacciamento dei contatti pericolosa, che termina con la cattura dello stesso Blackburn.

Pubblicato in Italia da SaldaPress, Cemetery Beach inizia tra le grigie, sporche mura di una stanza fatiscente e due uomini seduti ai lati opposti di un tavolo.

Dovrebbe essere un interrogatorio, ma è l’occasione migliore che Warren Ellis ha di esporre al lettore il cuore di questo volume unico.

Un incipit semplice, si potrebbe dire scarno – ma Ellis, bravo tanto nell’esecuzione quanto nella semplice intuizione del concept giusto, ha più spesso dichiarato di voler scrivere una storia unicamente per esaltare l’estro grafico di Jason Howard. Come rilasciato in un’intervista per Image Comics, “Jason voleva disegnare un fumetto d’azione, così mi misi all’opera, mettendo su una storia che cominciava in una stanza con un interrogatorio. Quattro pagine dopo, tutto avrebbe iniziato a muoversi sempre più velocemente, senza mai fermarsi fino alla fine dell’ultimo numero”.


Blackburn si sbarazza con facilità del proprio carceriere e, nell’ultimo sprazzo di relativa tranquillità di Cemetery Beach, libera Grace Moody, prigioniera come lui. Il piano di fuga è semplice quanto terrificante e pericoloso: insieme, i due dovranno farsi strada tra i vari livelli della desolata cittadina, superando le cinte murarie e l’opposizione militare, facendosi strada verso la Spiaggia dei Morti, la Cemetery Beach del titolo. L’evasione dal carcere segna l’entrata in scena di Jason Howard, il vero protagonista del volume. Dopo una decina di pagine, comincia la corsa di Blackburn e Moody, in fuga verso la libertà. 

Il tratto grezzo, dalle chine pesantissime di Jason Howard non sottrae libertà di movimento e dinamismo al rapido incedere dell’azione. Moto volanti sfrecciano sui tetti di una città deserta, mentre i lampi fiammante delle pistole fumanti e le rimbombanti esplosioni si avvicendano freneticamente. Howard muove i protagonisti attraverso lo script essenziale, ridotto all’osso di Ellis – uno scheletro sul quale il disegnatore è libero di apporre muscoli in contrazione, deflagrazioni, schegge di cemento, metalli arruginiti, orribili mutazioni. Pagina dopo pagina, lungo i sette capitoli di Cemetery Beach Blackburn e Moody vengono confrontati da schiere di soldati senza nome: l’action è il fulcro, il cuore pulsante del volume e i protagonisti sono solo parte dello spettacolo. I design retro’, legati al ricordo lontano ma crudele della I Guerra Mondiale, agganciano i coloni ad un periodo storico chiaro per il lettore, condito però dalle implementazioni tecnologiche proprie di un racconto sci-fi.
GraceMoody Cemetery BeachIl ritmo forsennato ed il look retrofuturista di Cemetery Beach consentono a Warren Ellis e Jason Howard di staccare il racconto da Shipwreck, serie Aftershock Comics (sempre pubblicata da SaldaPress) scritta dallo stesso Ellis – storia con diversi punti in comune a questa produzione Image, legata a salti dimensionali e mondi alternativi. Con lo scorrere delle pagine e la matita di Howard sempre più pesante, intenta ad addensare la pagina di corpi morti, sparatorie e veicoli sfreccianti, Ellis sembra porsi in netto secondo piano rispetto agli eventi. Il ruolo dello scrittore britannico, come già accennato, è ben più marginale rispetto ad altre opere, tuttavia tocca proprio ad Ellis punzecchiare il lettore, fornendo al mondo di Cemetery Beach delle basi solide, distillate metodicamente lungo il corso della rocambolesca fuga.

Il world-building non è mai stato, storicamente, un problema per Ellis, che riesce a costruire un contesto narrativo credibile e solido affinchè le proprie trame possano risultare avvincenti e coinvolgenti. L’isolazionismo, la – mai esplicitata – critica all’oscuro passato imperialista e le storture distopiche e sci-fi del nuovo mondo hanno un peso effettivo nel conto di Cemetery Beach, donando tridimensionalità e spessore ad un’ambientazione solamente accennata. L’economia politica e sociale incontra forme di energia alternative disgustose ma funzionali, la visione umana schiacciata dal peso dell’eco-sistema crudele perpetrato dai colonizzatori: Ellis gioca con il nuovo mondo, allontandosi il più possibile da qualsiasi forma di piacevolezza e curiosità della scoperta. Per quanto possa risultare affascinante osservarne gli ingranaggi luridi ed usurati dal tempo, Ellis vuole trasmettere il senso di rifiuto al mondo di Cemetery Beach e convincere il lettore che la fuga è l’unica soluzione possibile.
Vignetta Cemetery BeachI personaggi sono poco più che abbozzati ed è difficile trovare punti di connessione reale, ma si rivelano comunque fondamentali: “Nuovapatria” viene assorbita dal lettore tramite Blackburn e Moody e l’antagonista principale del volume, il Presidente Barrow – non a caso un uomo morbosamente obeso, simbolo di una casta ricca e ingiustamente benestante a capo di un sistema povero e degradato. Saranno proprio gli interventi sporadici di Ellis a rallentare il passo di Cemetery Beach, concedendo un attimo di respiro ai protagonisti, distanziando i momenti tra un salto nel vuoto ed un veicolo in fiamme, tra i disgustosi tecno-mutanti affamati di carne umana e la fanteria volante, a bordo di missili cavi, sparati nel cielo nero notturno di un mondo senza speranza. Ad ulteriore prova della voglia di mostrare e, al tempo stesso, nascondere l’ambientazione del volume, Jason Howard dispone di una griglia malleabile, che raramente supera le sei vignette: campi larghi, primi piani, vignette diagonali e splash page si richiamano con precisione, dettando i ritmi dell’adrenalinica fuga di Moody e Blackburn. Le inquadrature d’ambientazione sono spesso lasciati ad ampie, doppie pagine intere, mentre le scene più frenetiche vengono spezzettate e viste attraverso più prospettive.

Cemetery Beach di Warren Ellis e Jason Howard non può essere considerato tra le opere più importanti dell’autore britannico, ma è sicuramente la dimostrazione della maturità di Howard e dell’intesa tra i due, rodata già nel thriller sci-fi Trees.
Veloce, frenetico e alcuni brillanti esempi di silenzioso world-building, Cemetery Beach è un piacevole divertissèment retrofuturista, in qualche modo simile ai mondo film, pellicole che nell’età dell’oro degli exploitation movies venivano dedicate all’illustrazione e alla documentazione di culture selvagge e shockanti per il popolo civilizzato. A metà tra la finzione e la realtà, tra la rappresentazione di violenza lontana e inquietanti similitudini con il modello di vita occidentale, Cemetery Beach sembra quasi inconsapevolmente mischiare l’esaltante componente action hollywoodiana ad un documentario dell’orrido. Il risultato è decisamente intrigante.


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