#Saldapress / Intervista a Dan Panosian, autore di “Slots”, a Lucca Comics & Games!

Slots copertina
Fabrizio Nocerino

Geek Area ringrazia SaldaPress per averci concesso questa interessante intervista con Dan Panosian, autore di Slots.


Dan Panosian, benvenuto su GeekArea e a Lucca Comics & Games! Ti piace la

Slots

cittá?

Oh, la sto adorando!

Prima volta in Italia?

No, in realtá venni in luna di miele qui quattro anni di fa, un giro tra Roma, Firenze e Venezia. Ma mi sorprendo sempre, ogni posto é piú bello dell’altro…credo che mi trasferiró qui prima o poi!


E noi saremo lieti di accoglierti. Ma per ora parliamo di fumetti e parliamo di Slots in particolare. Mi é piaciuto molto e trovo sia una interessante commistione di diversi generi, dal crime al comedy, un pizzico di drama. Quali sono state le tue ispirazioni?

Credo l’ispirazione principale sia stata arrivare a creare il protagonista, Stanley. É un bugiardo, un imbroglione che ama truffare la gente. É un pugile ma non si farebbe problemi a truccare l’incontro, cosí che qualcuno ci possa fare soldi sopra e dargli parte della vincita.
Ha rovinato da solo la sua vita, non ha fatto niente di buono, la sua famiglia lo odia ed i suoi amici non si fidano di lui.

Stiamo parlando di una persona che tiene decine di mazzi di chiavi finte nella sua auto e, se non ha soldi per pagare il conto al ristorante, fa finta di dover rispondere ad una telefonata urgente ed esce dal locale, lasciando un paio di chiavi sul bancone per imbrogliare i camerieri…”Oh, ha lasciato qui le chiavi, non andrá da nessuna parte”, penseranno…ed invece se n’é giá andato senza pagare.

All’inizio della storia, apre il cassetto delle chiavi nella sua macchina, scopre di averle utilizzate tutte e decide di dover mantenere fede alla promessa fatta a se stesso. La sua “fortuna” é finita, ora é tempo di cambiare strada e diventare onesto, diventare un brav’uomo.
Stanley é molto superstizioso e crede ai segni del destino, pensa di essere stato graziato con una seconda occasione e non vuole farsela sfuggire. Vuole essere una persona migliore. L’unico problema é che non ha alcuna idea di come si fa e di non essere minimamente in grado di “fare il bravo”.

IlSlots 2 tuo protagonista é una figura patetica ma anche affascinante ed intrigante, non ci vuole molto a farselo piacere. In altre interviste, hai rivelato che per i tuoi personaggi hai preso ispirazione da persone reali conosciute nel corso della tua vita.

[Stanley] É l’unione di varie persone, sí. Sono cresciuto in Florida, ho vissuto a New York per un po’ e, specialmente la Florida, in entrambi i luoghi ci sono parti buone e parti cattive. [ride] Tanta criminalitá e tanti modi diversi di finire nei guai. Conosci un mucchio di figure particolari, diciamo cosí.

Anche Vegas ha un ruolo particolare nella storia, non solo come ambientazione principale. La Las Vegas che racconto é quella meno esposta, non quella luminosa e sfarzosa ma le sue parti piú oscure, la parte “brutta” della cittá. Credo sia stata la scelta migliore per dare contesto ai miei personaggi.

C’é questa sorta di cliché legato alle “storie di redenzione a Las Vegas”, l’abbiamo visto al cinema, in TV e ora in Slots. Era la tua intenzione sin dall’inizio catturare questa onda narrativa?

Las Vegas é strana, sotto questo aspetto. Con solo 25$ in tasca puoi raddoppiare tutto e vincere al tavolo del Blackjack. E continuare ancora, sempre di piú, fin quando non ti alzi dal tavolo e sei un uomo ricco.

Slots é la storia di un uomo che vuole credere e scommettere su se stesso, quindi l’elemento di redenzione é presente.
Stanley crede ciecamente di poter risolvere i problemi della sua ex-fidanzata e del suo piccolo casinó e, lungo il corso della storia, nessuno gli chiede se ha un piano, se effettivamente c’é un piano o meno.
Credono abbia un piano e certo, sembra il piano che inventerebbe un ragazzino di dieci anni, ma é pur sempre un piano. Alla fine, riesce a far andare tutto, o quasi, per il verso giusto, ma non voglio rivelare troppo.

Un altro importante tema di Slots é legato al complesso rapporto tra padri e figli, illustrato dalla relazione turbolenta tra Stanley e suo figlio Lucy. So che tuo padre era un grande lettore di fumetti e ti ha ispirato ad intraprendere questa carriera. Proprio per questo, immagino sará stato piuttosto difficile scrivere due figure travagliate come i protagonisti di Slots

Mio padre é stato fantastico, ma é anche vero che non andavamo poi cosí tanto d’accordo. É catartico poter raccontare di una situazione tra padre e figlio come questa presente in Slots perché mi ha permesso di riflettere molto sul rapporto con mio padre.

Ogni figlio o figlia credo desideri un buon rapporto con i propri genitori, ma quando cresci realizzi che mamma e papá sono “persone” come te, con i loro problemi e i loro difetti. Puoi solo sperare che facciano il loro meglio. É una percezione comune, quella di credere che i genitori debbano essere le persone piú “mature” al mondo, ma non é sempre garantito. Essere in grado di comportarsi da persona matura non é un dono del cielo.
Slots 3
Voglio spostarmi ora sul Dan Panosian artista e, devo dire, che la tua maturazione é stata impressionante. Dai tuoi primi lavori ad oggi, sei stato in grado di catturare le tue influenze Francesi, parlo dell’espressivitá dei tuoi personaggi, e l’hai unita alle lezioni di Klaus Janson e Jorge Zaffino. Quanto pensi di essere cresciuto, scrivendo e disegnando Slots? Quanto sei cambiato, nel corso degli anni?

Prima di tutto grazie, posso dirti che posso solo migliorare! [ride] All’inizio della mia carriera, verso i miei vent’anni…non ero un granché. Ma ero innamorato dell’arte e dei fumetti, ero determinato ad intraprendere una carriera in questo mondo e migliorare il mio stile. Sto ancora imparando, persino qui a Lucca.

Ho conosciuto i lavori dell’artista che ha realizzato il poster per l’evento, LRNZ. É straordinario, ho potuto vedere la mostra a lui dedicata e mi chiedevo “Ma perché continuo a disegnare?” Poter osservare altri artisti e trarne ispirazione é una delle esperienze migliori di questo lavoro. Dopo la mostra di LRNZ, sono tornato al tavolo da disegno e credo di essere migliorato all’istante, tenendo a mente il suo modo di esprimersi attraverso l’arte.

Ed il tuo stile é davvero unico, credo sia corretto dire che si possa riconoscere un lavoro di Dan Panosian al primo sguardo, sia per le copertine che per l’interior art. A tal proposito, come ti approcci alla realizzazione di una copertina, a differenza di un fumetto “completo”?

Mi piace disegnare le copertine, é un lavoro a sé che implica un senso grafico e pubblicitario. Deve venderti quello che c’é all’interno del fumetto, la storia. Guarda ad esempio questa illustrazione di Ryan Ottley [indica un banner SaldaPress con Invincible], guarda la posa, guarda i colori. É tutto focalizzato sul darti speranza, é il messaggio della copertina. Ogni copertina dovrebbe essere realizzata con lo scopo di comunicare un messaggio al lettore.

Disegnare un fumetto é piú incentrato sul capire quali sensazioni provocare con ogni pagina. Che tu legga lentamente o velocemente, non importa. L’autore cerca di controllare e modellare l’esperienza della lettura ed é un concetto molto divertente, se ci pensi.

Ultima domanda, cosa ha in serbo il futuro per Dan Panosian?

Sono attualmente al lavoro per un progetto in Marvel, ma é l’unica cosa che posso dirti. Lo so, lo dicono tutti, Declan [Shalvey] te l’avrá detto di sicuro. Vorrei parlartene, ma sta a loro decidere quando rivelare tutto.

Con Image ci sono un paio di storie in ballo, completamente differenti da Slots: la prima é ispirata a Metal Hurlánt, Heavy Metal Magazine, un fumetto science / fantasy surreale, sanguinolento e violento; l’altro sarebbe per una differente etichetta Image, una strana storia di fantasmi, sesso, amore e violenza ambientata nella Parigi degli anni ‘50.


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