#SaldaPress / “Oblivion Song” Volume 1 #REVIEW

Oblivion COVER
Fabrizio Nocerino

Oblivion Song Cover

Oblivion Song: Il nuovo fumetto di Robert Kirkman

Con due opere mastodontiche come The Walking Dead e Invicible alle spalle e un impero tra le mani, Robert Kirkman non ha alcuna intenzione di fermarsi: sotto l’egida Skybound Entertainment, é finalmente arrivato il momento di presentare Oblivion Song.

Disegnata dall’italiano Lorenzo De Felici e in arrivo grazie a SaldaPress con uno straordinario volume brossurato, che raccoglie l’intero primo ciclo narrativo, Oblivion Song segue una tradizione ben avviata dall’autore di Richmond, che ci ha abituato a racconti umani e che approfondiscono, sviscerano la sensibilitá di lettore e protagonisti, posti in situazioni straordinarie ed estremamente anomale.
Siano queste orde di zombie che circondano chi ci ama o scoprire di essere un alieno destinato a conquistare il pianeta, Robert Kirkman sa come creare pathos e legami emozionali sin dalle prime pagine delle sue storie.


Sono passati 10 anni dal giorno della Trasposizione, un evento extra-dimensionale che ha inghiottito Philadelphia, assimilandola ad una realtá mostruosa ed animalesca nota come Oblivion; piú di 20.000 persone sono morte, molte altre sono quelle disperse “dall’altro lato”.
Il velo che separa il nostro mondo, andato avanti, e l’Oblivion é sottilissimo ma difficile da penetrare: solo il protagonista Nathan Cole ha sviluppato la tecnologia per continuare il delicato recupero dei superstiti rimasti nell’habitat ostile ed inospitale.
Ma con il fiato del governo sul collo ed i fondi che continuano a mancare, Cole inizia a chiedersi se l’intera operazione sia un salto nel vuoto, se proprio lui sia rimasto l’unico a voler fare l’ultimo tentativo e salvare le persone intrappolate nell’Oblivion.

É da qui che Robert Kirkman inizia a lavorare sui primi abbozzi del cast principale e a limarne i contorni: incontriamo la coppia Duncan e Bridget, collaboratori di Cole; Heather, la compagna del protagonista, che iniziamo a vedere sempre piú preoccupata per la salute del suo uomo e in ansia ad ogni suo salto nell’Oblivion.Oblivion Song Panel 1
Philadelphia, sopravvissuta alla Trasposizione, inizia lentamente a riprendersi, tornando ad una routine che non dimenticherá mai gli eventi che ne hanno decimato la popolazione.

Come accennato in precedenza, é con i personaggi che Kirkman splende, lasciando che questi respirino e mostrino i loro comportamenti umani, naturali, muoversi liberamente.
Giá dalle prime trenta pagine possiamo intuire che personalitá abbiano determinati protagonisti, quali traumi li abbiano segnati; ci facciamo trascinare nei dialoghi fitti e brillantemente illustrati da De Felici e colorati da Annalisa Leoni.
Lutto, senso di sopravvivenza, istinti primordiali di auto-conservazione, empatia e compassione, senso di colpa e sfumature di Sindrome di Stoccolma: senza trascendere in spoiler e rovinare il piacere della lettura, Oblivion Song rispetta le linee guida Kirkmaniane dell’autore.
Con una storia molto semplice e delle motivazioni che muovono il protagonista in maniera molto chiara, é nelle zone d’ombra, nelle parole non dette ma “disegnate” che risiede la potenza narrativa di questo primo volume.

Se questo fosse un romanzo, e non un fumetto, Oblivion Song e i testi di Robert Kirkman sarebbero comunque in grado di darci una buona idea di cosa sia l’Oblivion, vividamente e, a malincuore, descritto nelle parole dei pochi e traumatizzati superstiti che Cole é riuscito a riportare indietro. Una zona selvaggia, dove l’uomo é relegato ad ultimo elemento della catena alimentare: suoni terrificanti, ruggiti e mugolii nella vegetazione muschiosa e appiccicosa che circonda quella che una volta era una fervida metropoli. Un forzato ritorno alla natura, condito in salsa orrorifica.
Oblivio Song Panel 2Fortunatamente, peró, Oblivion Song é un racconto che fa delle atmosfere survival e sci-fi il suo netto punto di forza e, senza l’approccio della coppia De Felici & Leoni a disegni e colori, il risultato sarebbe stato meno efficace di com’é adesso su carta.
I disegni normali che rappresentano la nostra realtá si evolvono, si trasformano una volta entrati nell’Oblivion, una dimensione che sembra prendere l’idea della fauna e della vegetazione dell’Avatar di James Cameron e applicarla ed espanderla alla gigantesca e mortifera creatura di Cloverfield di J.J. Abrams.

Gli artisti si sono rivelati capaci di illustrare non solo l’ambiente circostante ma anche chi abita l’Oblivion, di mischiare tonalitá violacee e sfumature di verde a tinte calde e fredde per aumentare la sensazione da weird horror che infesta questo mondo indomabile.
Volatili predatori, quadrupedi giganti ed affamati, enormi guglie e colline diventate viscose e distorte: tutto é reso alla perfezione, rendendo visibile il senso di alienazione non solo nel contrasto con le figure umane, ma facendo capire anche quale peso e quale dolore possa aver causato il rimanere intrappolati in un luogo simile.

Oblivion Song, in questa sua prima uscita, non regala colpi di scena in rapida sequenza, ma costruisce tutto in crescendo e mostrando, passo dopo passo, chi é da considerarsi un sopravvissuto all’Oblivion, chi ci é rimasto dentro o chi ne é stato lasciato fuori.
Image Comics, Skybound e SaldaPress hanno tra le mani una nuova, potenziale gemma che accompagnerá il lettore a lungo tempo, che in questo primo volume costruisce delle solide basi per sviluppare al meglio una storia fantascientifica e post-apocalittica degna di tale nome.


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