#saldaPress / Pestilence – La recensione

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“Vuoi un piano? Te lo do io un piano: Sbarriamo porte e finestre e preghiamo come se non ci fosse un domani!”

È uscito lo scorso 11 luglio Pestilence, volume saldaPress che raccoglie i sei capitoli della serie AfterShock creata da Frank Tieri, scritta in collaborazione con Eric Bromberg e Brandon Auman e disegnata da Oleg Okunev.

Basso Medioevo, tra il 1347 e il 1352 arriva in Europa una delle più terribili, se non la peggiore, tra le pandemie della storia: la peste nera che, in pochi anni, ridurrà di almeno un terzo la popolazione continentale.

Frank Tieri immagina la terribile pestilenza come un’epidemia zombie: i morti si rialzano con intenzioni affatto amichevoli.

Innestare il filtro della metafora zombie su un evento storico realmente accaduto era un’operazione che correva il rischio di scivolare nel banale o nel grottesco. Invece Tieri opera una trasfigurazione credibile e la cucitura tra storia e fantasia risulta aderente e naturale.

La narrazione, ambientata all’indomani delle Crociate, segue un intrigo che coinvolgerà le più alte sfere del clero vaticano.
Protagonisti sono l’ex crociato Roderick Helms e gli altri componenti di Fiat Lux (“sia la luce”), una squadra segreta al servizio degli affari interni vaticani.
Il loro cammino li condurrà dalla Terra Santa attraverso un’Europa in piena apocalisse, con la morte come compagna di viaggio. Il loro compito iniziale sarà quello di salvare il Papa, ma ci saranno clamorosi colpi di scena.

Originariamente pensato come storyboard per un videogioco, Pestilence ne conserva alcuni tratti, come il susseguirsi di livelli attraverso i quali procedono i protagonisti.

La sceneggiatura è godibile, la scrittura agile e il ritmo regge bene senza cali di tensione. Tieri riesce a rendere, con una ricorrente vena di ironia, lo sbigottimento, l’orrore e il senso di impotenza per quella che fu una pestilenza inspiegabile secondo le conoscenze mediche dell’epoca e per la quale furono date spiegazioni ufficiali di tipo metafisico, sovrannaturale, astrologico. Opera del diavolo, soffi pestiferi, congiunzioni astrali, miasmi mefistofelici, furono alcune delle bizzarre spiegazioni fornite per un male che si abbatteva su tutti, senza distinzione tra ceti e classi sociali di ogni ordine e grado.

Essere originali quando si parla di zombie è ormai assolutamente impossibile; in Pestilence sono tuttavia inseriti degli elementi di originalità: questi zombie “ragionano”, usano il cervello, e dimostrano di sapersi organizzare e potersi evolvere. Il che li rende più insidiosi e temibili.
I singoli personaggi, caratterizzati abbastanza bene, alcuni più di altri, risultano forse leggermente stereotipati e psicologicamente prevedibili.
I toni crudi, cruenti, per quanto frequenti nei dialoghi e nei disegni, sono usati per essere funzionali alla resa realistica del racconto e non ne costituiscono il tema dominante. La realtà del tempo era così dura, le condizioni igieniche delle città così rivoltanti, la violenza delle guerre, delle torture, era tale che il racconto di Tieri, così come i disegni di Okunev, possono essere definiti sufficientemente realistici.

Okunev rende con efficacia i passaggi narrativi più importanti, gli stati d’animo, gli sguardi e tutto ciò che non può essere detto con i dialoghi.
Menzione particolare meritano le cover di Tim Bradstreet e le variant di Nat Jones, Szymon Kudranski e Mike Rooth.

Non sarà un’opera memorabile, pagando sicuramente l’inflazione di cui soffre il genere, ma è una lettura estiva valida, piacevole, che non tradisce il lettore. Al contrario di quanto succede spesso, qui viene data una spiegazione e sopratutto una soluzione al problema. E il finale lascia aperta la possibilità di un auspicabile seguito.

PESTILENCE di Frank Tieri, Oleg Okunev
Editore: saldaPress
128 pagine
16,8 x 25,6 cm
Colore, cartonato
€ 19,90

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