#SergioBonelliEditore / Mercurio Loi – Il cuoco mascherato – Recensione

Mirko Tommasino

C’è un motivo se le storie di Alessandro Bilotta sono, tra tante, sempre riconoscibili. Al di là dell’indiscutibile qualità, riscontrabile tanto nella scelta delle tematiche quanto negli intrecci narrativi, il punto di forza dei suoi volumi si incarna nel come vengono raccontate le storie.

Mercurio Loi #4 – Il cuoco mascherato, è un ottimo esempio di padronanza del come, da parte dell’autore. L’albo che il lettore sfoglia tra le mani è un prodotto raffinato, senza nessun elemento fuori posto. L’intera vicenda si svolge su binari ben precisi: la cucina, il caso, il rapporto con il passato. Da un lato, la comprensione di un piatto rappresenta il procedimento deduttivo basato sulla decostruzione degli elementi, partendo da un’insieme, senza muovere un passo nel magico regno dove gli ingredienti si trasformano in pietanze prelibate. Dall’altro, seguiamo come il rapporto dell’uomo con qualcosa che non può dominare (il caso) possa essere suscettibile al cambiamento, nel tempo, con le giuste analisi. Il tutto, intrecciato alla vicenda personale di Ottone, che indaga sul passato dell’uomo che ha (ingiustamente) ucciso.

Mercurio Loi è il filo invisibile che connette ogni elemento, passeggiando a pie’  leggero tra le vicende quotidiane (le indagini e le scazzottate), per dare un nuovo senso a qualcosa di unico ed inspiegabile. Ancora una volta, Ottone è la spalla perfetta per il professore: emotivo e irrazionale, fa da cartina tornasole alle deduzioni del protagonista. In una vicenda all’apparenza lineare, c’è un mistero (anzi, un doppio mistero) che funge da motore narrativo. Oltre all’interessante copertina di Manuele Fior dedicata al dualismo pittorico di Giuseppe Arcimboldo, Le tavole di Sergio Gerasi (colorate da Andrea Meloni) rappresentano, come sempre per la testata, un punto d’altissima qualità per il fumetto mensile Bonelli. I disegni parlano da soli, attraverso continui rimandi alla doppia natura degli oggetti (esempio lampante: il piatto in tavola – i suoi ingredienti, o il gioco di campi e controcampi), esplicitando le sensazioni sepolte nella memoria dei protagonisti, in particolare nelle sequenze mute. Il tema del doppio questa volta si sviluppa nel rapporto tra presente e passato, restando tale per i diversi livelli di lettura della vicenda. Il finale, a questo punto, è la soddisfazione del puzzle completo, il sorriso (e la sorpresa) di chi lo completa in modo tutt’altro che scontato.

Mese dopo mese, Bilotta confeziona albi di altissima qualità, tenendo costantemente sotto controllo sia la vicenda orizzontale, sia lo svolgimento verticale di ogni episodio. Quando l’autore ha parlato nell’intervista di vicenda ad ampio respiro, era inimmaginabile un meccanismo così, allo stesso tempo, complesso e armonioso, che smonta tutti gli orpelli decorativi, facendo del suo punto di forza il funzionalismo degli elementi narrativi. Di questo passo, in Mercurio Loi non troveremo mai qualcosa fuori posto, parti volte ad avvincere per convincere, tantomeno saranno presenti depistaggi narrativi di altra natura, per ingannare il lettore.

L’intera indagine è sempre sotto la luce del sole (o della luna), lasciando a tutti ogni strumento possibile per la deduzione. Sta al lettore decidere, nel condurla, se comportarsi come Ottone o come il professor Loi.

Il cuoco mascherato - Mercurio Loi 04 coverIl cuoco mascherato - Mercurio Loi 04 cover

IL CUOCO MASCHERATO

uscita 23/08/2017

Soggetto: Alessandro Bilotta

Sceneggiatura: Alessandro Bilotta

Disegni: Sergio Gerasi

Copertina: Manuele Fior

Colori: Andrea Meloni

Un cuoco mascherato lancia a Mercurio Loi una bizzarra sfida “olfattiva”, che porterà il professore a inseguire una misteriosa donna dai lunghi capelli biondi sullo sfondo pittoresco della Roma papalina del XIX secolo…

 


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