#StarComics / Examen: l’ultimo eroe festeggia 25 anni

Examen
Leonardo Cantone

Examen nasce nell’ormai lontano 1994 e, per festeggiare il suo 25° compleanno, la Star Comics cura una riedizione di grane qualità.

Scritto da Daniele Brolli e disegnato da un allora novizio Carmine di Giandomenico (con un capitolo realizzato da Giuseppe Palumbo, Examen è, senza dubbio, un fumetto ancora di grande attualità. Leggerlo a venticinque anni di distanza, non ne altera il senso.

La serie è scritta e disegnata con una straordinaria modernità per l’epoca, ma, allo stesso tempo, racchiude in sé le criticità e le idiosincrasie degli anni ’90 italiani.

Examen si muove, infatti, in un terreno riconoscibile.

Nova Roma è la capitale in cui vive Paolo Canale, alias Examen, supereroe “illegale” che combatte i crimini da strada. La capitale italiana futuristica è – palese il richiamo – come la Losa Angeles di Blade Runner o la Neo Tokyo di Akira. Una fredda foresta di grattacieli e una rete di luci rendono quasi irriconoscibile la Città Eterna: qualche statua e qualche architettura che si fa strada nel cemento e nelle lamiere, rimarca la sua identità urbana primigenia.

Un capitale corrotta, corruttibile, i cui cittadini si lasciano corrompere. Ma la corruzione non è meramente economica, quanto identitaria, emotiva. Ed Examen, nonostante un’apparente statuto eroico, non ne è da meno.

Quando si pensa ad un supereroe la mente vola subito a quelli sedimentati fortemente nell’immaginario collettivo. Il protagonista, però, non è miliardario con supergiocattoli, non è neanche un nerd preoccupato per la salute della zia. Paolo Canale è un impiegato statale, un archivista, perennemente in ritardo con l’affitto che vive con pochi soldi. Dopotutto, i proiettili costano parecchio.

Examen è un eroe al limite.

Già con il suo essere un supereroe, un vigilante, lo pone criticamente nei confronti della legge, anche l’esagerata violenza con cui punisce i malfattori moralmente crea non pochi dubbi. Ma Examen fa dell’altro: è un eroinomane. Non per sfuggire a chissà quale contraddizione identitaria, quanto per tenere sopito il suo potere, troppo rischioso per esplodere nella sua irruenza.

Examen, si punisce costantemente per essere un eroe e, come tale, sacrifica tutto e costantemente. Lui non rischia la vita solo quando si batte, lo fa ad ogni siringa, lo fa con ogni spacciatore dal quale si rifornisce.

Eredità illustre.

ExamenFin dalle prime vignette, dalle prime battute, si respira un’aria familiare. Ed è quella di Frank Miller con il Ritorno del Cavaliere Oscuro. L’opera di Miller è tutt’ora seminale per il medium fumetto e il lavoro di Brolli e di Di Giandomenico ne coglie l’importanza. Desumendone, ancora una volta, una tematica estremamente attuale.

La cultura dell’immagine: digitale, televisiva, sociale, l’immagine e l’apparire a tutti i costi, domina il futuro dell’Italia di Examen. Ma non è mai un’immagine genuina: sempre mediata, da uno schermo, da una maschera, filtra la comunicazione e, come già accennato, la corrompe, la perverte.

L’eros di un fantasma digitale, sogni trasmessi, telecronache rischiose che alimentano paure e tensioni sociali. Ed è questa un’altra delle ragione per cui Examen è un eroe, anzi, lo è la sua controparte civile: Paolo è un’archivista. Il suo lavoro, per quanto indottogli in maniera meccanica, è un mestiere antico. E in un futuribile mondo iperdigitalizzato, lui è un uomo ancora legato al passato.

Il volume targato Star Comics raccoglie le avventure editate di Examen, e lo fa con una veste di gran pregio e rimasterizzata. Inoltre, la sovraccoperta è a doppia faccia, con la possibilità di scegliere la cover variant. Corredata di qualche extra, è arricchita dall’editoriale di Roberto Recchioni che ne inquadra la storia.

Examen è un necessario recupero per poter affrontare un piccolo pezzo quasi dimenticato della produzione fumettistica degli anni ’90 e, ovviamente, una grande avventura


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