#StarWarsVIII / Come dovete disimparare ciò che avete imparato

Fabrizio Mancini

Star Wars – Episodio VIII  – Gli Ultimi Jedi è uscito appena ieri e già ha spaccato in due l’opinione pubblica. E intanto mette una grossa “pietra direzionale” su questa nuova saga.

Sappiate subito questo, se siete tradizionalisti conservatori, quindi legati al solo ed unico culto della Sacra Trilogia, tutto ciò non può piacervi, se invece siete aperti ad una innovazione nelle vie della Forza, e non credete che le leggende e i miti siano intoccabili, allora questo film fa per voi.

Parlerò prima a chi non ha visto il film, poi più avanti, dopo previo spoiler alert, vorrei rivolgermi a chi invece come me non poteva aspettare, parlando di quelle cose che più di tutti hanno creato fastidio.

Rian Johnson è chiaramente un fan della saga, ma prima di questo è un regista, tra i visionari più interessanti del panorama cinematografico (se non avete visto i precedenti tre film da regista, vi consiglio di recuperarli). È proprio questa nuova visione del vecchio che carica ogni singola scena, perché dopo il primo capitolo che abbraccia tutto ciò che c’era di sacro, ora Rian lo usa contro tutti noi, quasi dissacrando ciò che avevamo idealizzato col tempo.

Il film è pervaso di fede e di speranza, ma la cosa non è semplice come in passato, ora ci sono modi diversi di intendere fede e speranza e di conseguenza di Forza. È proprio qui che arriva la spaccatura. Assisterete a un primo tempo abbastanza insipido, con piccoli colpi di scena degni di nota che preparano ad un valido secondo tempo (era una vita che non dividevo un film in sole due parti).

Sembrano quasi appartenenti a due film diversi. Un vecchia legge del cinema sostiene di tenere sempre il meglio per la fine, e creare un’ottima seconda parte anche a rischio di rovinare la prima. Star Wars VIII né è un perfetto esempio. Per certi versi ricalca anche uno dei sensi del film, forse più corretto dire il senso, ovvero l’equilibrio. Perché la Forza questo è, questo fa, mette in equilibrio le cose, potente è la luce, potente è l’oscurità, ogni cosa ha un suo corrispettivo.

Questo film non è di certo eccelso, ci sono imperfezioni, una forse grave (spero sia solo un mio nonmenesonoaccorto), ma alla fine è godibile, non si può certo fare peggio di Episodio I e II.

Sotto tono la recitazione, bene o male di tutti, sopratutto di Mark Hamill, ma sinceramente non mi aspettavo miracoli visto che non è mai stato in grado di recitare. Se sperate (o speravate) nel contrario, mi sa che non ricordate come recita. Salvo sicuramente Benicio Del Toro, ma quando si tratta di fuoriclasse diventa difficile sbagliare, e salvo Adam Driver e Oscar Isaac, perché sono pur sempre validi attori.

Purtroppo fare una nuova trilogia sequel, annettendo direttamente i personaggi della prima è stato un azzardo troppo ghiotto a cui rinunciare. L’alternativa era sicuramente una rivoluzione, con personaggi nuovi, lasciando le leggende lontane, ma ovviamente meno remunerativa per loro e meno accattivante per noi, ancora legati al vecchio. Era prevedibile che si sarebbe andati incontro a un vero e proprio scisma religioso, eppure eravamo troppo fomentati dal ritorno di Luke, Han, Leia e tutti gli altri per poterci pensare. Scisma o no, alla Disney conteranno comunque i soldi, lasciandoci alle nostre crociate. Accontentare tutti era pressoché impossibile, alla fine dei conti posso dire di essermi divertito e avere apprezzato questo atteggiamento “dissacratorio” di Johnson. È un film che guarda alle nuove generazione, nate durante e dopo la seconda trilogia, ma che cerca di tenere per mano anche chi è cresciuto prima di tutto con la prima. Inoltre il dialogo con i fan accaniti della vecchia trilogia è di base estremamente difficile da intavolare. Se fai un film che ricalca troppo il passato ti accusano di non aver portato nulla di nuovo, se porti qualcosa di nuovo, sei accusato di eresia verso la sacra trilogia, ovvio che quindi si cerca una via di mezzo.

Yoda disse “devi disimpare ciò che hai imparato”. Lo disse riferendosi a tutti i preconcetti che Luke aveva nei confronti della realtà, nelle cose impossibili. Fatelo anche voi con la vecchia trilogia, non idolatratela senza credere che non abbia errori, non pensate che non possa essere rinnovata, altrimenti Yoda piangere farete.

 

Da qui in avanti Spoiler

Con i tre bambini, che potrebbero essere centrali di quella che sarà la trilogia di Rian Johnson ribadisce il concetto che la Forza non è prerogativa dei Jedi, né tantomeno degli Skywalker, ma appartiene a tutti e a nessuno. Ecco perché Rey è figlia di nessuno, di due persone forse della peggior specie, ma dal letame nascono i fiori, dal diamante non nasce niente (cantava De Andrè). Sembra che Johnson lo ricordi bene e ci mostra come agisce il lato Oscuro sulla nobile stirpe Skywalker con Kylo Ren e il lato Chiaro su un nessuno qualunque come Rey. Una spiegazione umile, che rende la Forza il vero equilibrio.

Johnson non si ferma qui, affronta senza paura la realtà delle cose, sapendo bene che molti hanno idealizzato come magnifica e intoccabile la vecchia trilogia, esattamente come Rey e tanti hanno fatto con i Jedi. Eppure nei Jedi c’è anche fallimento, quello di Luke con Kylo Ren, di Qui-Gon e Obi-Wan con Anakin. Ma i maestri servono per far crescere i giovani, come Yoda ricorda a Luke nella sua apparizione. Non sempre le leggende sono così perfette, per quanto Hamill non sappia recitare, un Luke tormentato, impaurito, chiuso alla Forza come punizione, era la cosa migliore da fare.

Star Wars: The Last Jedi..L to R: Director Rian Johnson on set with John Boyega (Finn) and Oscar Isaac (Poe Dameron)..Photo: David James..©2017 Lucasfilm Ltd. All Rights Reserved.

Ho sentito moltissimi non capire la partenza di Finn, e quasi odiare la scena del casinò, proverò a darvi la mia spiegazione.

È chiaro che la partenza di Finn è legata al fatto che Poe Dameron, sfiduciato prima da Leia e poi dall’Ammiraglio Holdo, non era a conoscenza del piano di salvezza della Resistenza che lo avrebbe indirettamente fermato. Dirglielo però faceva sparire tutto il senso di “devi avere fede e speranza”. Perché queste possono avere diverse sfaccettature e lo scontro di Poe con gli altri verte proprio su una diversa visione di questo (un po’ come la sinistra italiana). Poe capisce più avanti, prima ordinando di ritirarsi contro il cannone, quando Finn disubbidisce, che si salva grazie a Rose e al suo atto stupido, ma giustificato da una certa forma d’amore. Poi quando comprende che Luke da loro il tempo di fuggire, perché loro sono “la scintilla che appiccherà il fuoco che brucerà il Primo Ordine”. Perché la prerogativa non è distruggere il Primo Ordine per salvare la Resistenza, ma salvare la Resistenza per distruggere il Primo Ordine. Proteggere il lato Chiaro, proteggere l’equilibrio.

La scena del Casinò ribadisce il concetto di equilibrio dato da estremi. La ricchezza di persone che si arricchiscono con la guerra, senza nemmeno essere schierate, contro la povertà e il maltrattamento di altri, nascosti nei pressi di quella ricchezza. Inoltre spinge Finn a sentirsi sempre più parte della Resistenza, dopo aver quasi disertato per andare a salvare Rey, fino a crederci totalmente quando affronta Phasma. Per quanto motivata, purtroppo è vero che la scena stona, per il semplice motivo che allontana tantissimo i personaggi per farli poi tornare indietro, mentre gli altri sono nel pieno della trama. Posso sbagliare, ma averla posizionata prima probabilmente non avrebbe creato questa enorme stonatura.

Per certi versi aggiunge un tassello nella visione del l’Universo di Star Wars, dopo infiniti mondi poveri e in pace o in guerra ma civilizzati. Adesso un qualcosa di nuovo, un altro posto dove far partire quella che potrebbe essere la futura nuova trilogia, che sarà affidata interamente a Rian Johnson. Penso sia evidente a tutti che quei tre bambini, di cui uno in grado di usare la Forza e affascinato dalla Resistenza, possano tranquillamente esserne la base futura.

Altra cosa che tanti miei amici non hanno sopportato è stata la presenza di battutine, come un film Marvel, visto che sempre di Disney si parla. Che il gioco dello scherzo telefonico di Poe ad Hux era troppo, che la foglia di Luke con Rey era troppo.
No, non lo è.
Ce le ricordiamo le battutine della vecchia trilogia? Le scenette comiche di R2 e C3PO? Yoda che sembra un ritardato prima di mostrarci la sua vera identità? Ovvio che la comicità non sia la stessa, ma una battuta che fa ridere a Roma non è detto che faccia ridere a Londra, figuriamoci in 30 anni quanto possa essere cambiato. Sperare nello stesso umorismo è un altro emblema di come non si possa innovare senza accuse di eresia, farle uguale sarebbe stato un “già visto ma una volta era meglio”.

Un altra cosa che ha mandato fuori di testa molti è il passato e il futuro di Snoke.

Intanto il passato è inutile per questa storia, sappiate che saperlo è semplicemente un capriccio che non influisce sugli eventi della storia, esattamente come per la vecchia trilogia sapere la provenienza dell’Imperatore. Non c’era, perché non serviva. Alcuni di voi diranno “eh ma come spieghi quel buco di 30 anni tra la fine dell’impero e il Primo Ordine di cui Snoke è capo?” E io darò la stessa risposta, che non serve. C’è questa folle credenza che tutto in Star Wars debba essere collegato. Perché? Perché Snoke deve per forza essere il primo Jedi, successivamente passato al lato oscuro, oppure Darth Plagueis, il maestro di Sidious. Perché avete così bisogno di sapere la sua provenienza e di dargli un collegamento con gli altri? Snoke potrebbe essere qualunque cosa, magari apparso alla morte dell’Imperatore, sia riuscito a tenere uniti alcuni brandelli dell’Impero, nascosto perché temeva il potere di Sidious. Ecco fatto. Pensate che questo influisca nel film?

La sua morte per mano di Ren, chiude questa porta sul suo passato. E qui altre lamentele sul fatto che Snoke si sia rivelato inutile. In realtà no, perché è lui che ha spinto Ren e Hux nelle loro azioni. Il fatto che lui appaia come ologramma in Ep. VII e faccia due cosette in Ep. VIII, non significa che non abbia influito, anzi visto che è stata la sua superbia ad ucciderlo, convinto che avrebbe controllato Ren mettendolo in contatto con Rey.

Ah. C’è quella cosa che non mi torna, che mi sembra un grave errore, ma Benicio come sapeva del piano della Resistenza di usare i trasporti occultati? Forse non ricordo che Poe lo ha detto a Finn, ma vorrei controllare, o se qualcuno si ricorda e gentilmente me lo fa sapere gliene sarei grato.

E comunque l’adattamento italiano del titolo è pessimo. Vedendo il film è chiaro che si tratti de L’ultimo Jedi che, come una nuova speranza crea ambiguità tra Luke e Leia, questa doveva crearla con Luke e Rey. Sfortuna vuole che in inglese non c’è problema di singolare o plurale e il titolo crea la giusta ambiguità, ma in italiano per farla alla stesso modo bisognava usare il singolare. Il plurale si giustifica creando ambiguità tra accoppiamenti, se Rey sceglie la via di Kylo o quella di Luke. Intento valido, ma sbagliato.


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