#RWLion / Superman: Rinascita # 23 – La Recensione

Carlo Vitali Rosati

Superman: Rinascita 23 continua nel tentativo, cominciato due numeri fa, di dare un nuovo inizio alla serie, e ampliare il respiro con tematiche ed eventi dalla portata sempre più grande. Ci è riuscito?

Il volume comincia con Alba Nera – Capitolo 3, che riprende dalla sparizione di Batman. La storia inizia con il punto di vista di Lois Lane, che affronta una una serie di rivelazioni inquietanti. L’idea di usare un personaggio senza superpoteri è buona e sembrerebbe utile ad amplificare i toni tragici e spaventosi – con frasi che ridanno al Batman di Nolan… Purtroppo dopo poche pagine Gleason e Tommasi rinunciano all’atmosfera da horror e cominciano a tirare fuori super gadget (un po’ come nello scontro con l’Eradicatore, con la tuta da combattimento di Batman), sprecando una bella occasione. Anche la rivelazione finale, o meglio, la promessa di una rivelazione nel prossimo numero, non convince particolarmente, anche perché abbastanza prevedibile. Speriamo che nel prossimo numero la faccenda migliori. I disegni di Mahnke, sono particolarmente piacevoli, con delle chine leggere e in grado di dipingere cattivi inquietanti e realistici.

Jurgens continua con la seconda parte de Il Nuovo Mondo. L’episodio sembra concentrarsi principalmente sull’esposizione. Da una parte è necessario, gli eventi abbastanza caotici che danno origine la serie (particolarmente ostici per chi non abbia seguito altre linee) richiedono qualche chiarimento. Lo sceneggiatore ne approfitta per mostrarci i dubbi di un Uomo d’Acciaio vulnerabile, in grado di intuire il pericolo imminente, ma incapace di identificarlo e di proteggersi. Niente di eccezionale, ma considerati i tanti numeri flosci dello sceneggiatore americano, nel complesso la storia è sorprendentemente gradevole. Buffe le autocitazioni alle proprie vecchie opere.

Il numero 23 di Superman: Rinascita si conclude con le avventure di Supergirl e Batgirl. La trama di Steve Orlando, per quanto semplice è piena di elementi bizzarri e fantastici abbastanza originali. Le due protagoniste sono un po’ piatte – Batgirl ha qualche elemento di impulsività che fa sperare in un’evoluzione andando avanti con la trama, ma è ancora troppo presto per dirlo – e i dialoghi non hanno il realismo divertente di Hope Larson, ma la storia rimane godibile grazie alle scene d’azione ben congegnate, ai cattivi malefici e spaventosi, e ai disegni di Brian Ching.

Dopo la conclusione della (troppo) lunga serie sul doppio Clark e Mister Mxyzptlk speravo onestamente in un nuovo inizio più fresco, e invece stanno tornando a galla tutti i difetti del primo ciclo narrativo. Tempi dilatati fino alla noia. Personaggi senza troppo spessore. Poca attenzione ai dettagli delle scene (la sicurezza di ogni palazzo, base segreta o bunker, in questa serie, esiste o non esiste solo in base alle necessità della scena, senza alcuna coerenza interna). Nessuno di questi difetti da solo rovina l’opera, ma nell’insieme, purtroppo, continuano a relegarla nel recinto degli appassionati dell’Uomo d’Acciaio. Ed è un peccato, perché il personaggio di Superman, nelle giuste mani, ci ha dato delle storie memorabili.

In ogni caso aspetterò con fiducia il prossimo numero. Dovrebbe contenere un nuovo episodio di New Superman, di Gene Luen Yang, l’unica linea, finora, in grado fornire storie con trame davvero coerenti e personaggi che hanno un minimo di profondità e di sviluppo nel corso dell’opera.


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