#The Terror / La vera eredità di H.P. Lovecraft

Fabrizio Mancini

Il 10 aprile sono uscite su Primevideo le ultime puntate di The Terror, serie antologica targata AMC.
Le storie vere sono sempre difficili da portare sullo schermo, che sia grande o piccolo. Ma The Terror non è passato dalla cronaca al video in maniera diretta, in mezzo c’è l’omonimo romanzo del 2007, di Dan Simmons. Una fonte sicuramente migliore, poiché dalla cronaca c’è ben poco da ricavare.
La storia è semplice. Una spedizione della Royal Navy, in cerca del famigerato passaggio a nord-ovest, una rotta navale che passa tra il Canada e il Circolo Artico, tuttora al centro di una disputa territoriale. Per mezzo millennio è stato nei pensieri di molti marinai, e la spedizione perduta di Franklin, di cui parlano romanzo e serie, è tra le più famose e tragiche.
Nella realtà si conosce poco di come le cose siano realmente andate, o meglio, si sa poco rispetto ai quasi duecento anni che sono passati dalla spedizione. Basti pensare che le due navi, Erebus e Terror, sono state trovate rispettivamente nel 2014 e nel 2016.
Il romanzo di Simmons dona a questa storia una risposta sovrannaturale dai toni lovecraftiani, che viene ripresa nella serie. Se cercate una serie che soddisfi il vostro amore per Lovecraft, The Terror potrebbe andar bene, anche sé non sarà esattamente il vero terrore che state cercando.
Si tratta intanto di un Fanta-horror da manuale. Due navi bloccate nei ghiacci e una presenza sovrannaturale che da loro la caccia. Un ambiente come una landa desolata di freddo, da cui uscire è difficile, se non impossibile. Ma il nemico non è solo uno, sono tanti, e si nascondono, come se quel mondo senza vita facesse di tutto per mandare via quegli uomini.
L’omaggio e la dedica che il romanzo fa a The Thing (in italiano La cosa da un altro mondo, film del 1951 di Howard Hawks, grande cineasta di Hollywood ), è l’emblema chiarissimo di questo genere, che abbraccia una valanga di film cult come proprio La cosa di Carpenter (remake del film sopracitato), o come Alien, o volendo anche come Lo Squalo. Più di tutti, il paragone più ovvio e consigliato è con Fortitude.
Paragonare le serie ai film è ingiusto, forse anche sbagliato, poiché è sicuro ormai che i due standard stanno sviluppando una narrazione che li differenzia sempre più. Le cose in comune tra Fortitude e The Terror sono più che banali. Non c’è solo l’ambientazione tra i ghiacci in un luogo isolato, non del tutto isolato per Fortitude, o qualcosa di sovrannaturale che fa impazzire le persone, ma la similitudine maggiore è nel loro protagonista. Il capitano Crozier è un uomo al comando, dall’aria integerrima e altruista, ma con dei segreti, delle debolezze che fatica ad accettare, e una donna con cui non può stare. Se non l’avete vista, lo sceriffo Dan Anderssen di Fortitude combacia molto con questa descrizione.
C’è altro in realtà, ma meglio non fare spoiler. Cosa ha di speciale questa serie che sta facendo parlare tutti? Chi ama Lovecraft lo sa bene. Perché sono rari i prodotti cinematografici o seriale che possano ricreare quel sentimento di terrore ancestrale e che possano finalmente soddisfare tutti noi che non aspettiamo altro. Perché Lovecraft funziona bene con l’immaginazione di chi legge, e ogni qual volta che qualcuno prova a dare agli altri una sua visione, spesso finisce per lasciare tutti, o quasi, insoddisfatti. The Terror non è una di quelle sfortunate volte. L’insostenibile freddo che cela la morte dietro ogni angolo, l’alone apatico e terribile del bianco spruzzato dal sangue dei marinai, la follia che penetra nella mente degli uomini quando vengono portati ai limiti della sopportazione.
Perché Lovecraft non ci ha lasciato solo una valanga di racconti e una cosmologia degna di un corso di laurea, Lovecraft ci ha dato un incubo che tutti vorremmo sognare e la sua lezione su ciò che è l’orrore va decisamente oltre i suoi testi.


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