#troppovecchipergiocare / Il mistero della Gameboy Camera

Daniel Spanò

Gameboy camera uscì nel lontano 1998, e al suo esordio fu considerato da tutti un accessorio rivoluzionario.

Questa infatti permetteva, con dei risultati che oggi farebbero rabbrividire il peggiore degli smartphone, di scattare foto con la console portatile di casa nintendo.

Ma scattare foto non era l’unica cosa che la Gameboy camera permetteva di fare, il menù principale era formato dalle opzioni “Shoot”, “View” e “Play”.

Le ultime due voci servivano rispettivamente per vedere album di foto scattate e per giocare a diversi minigiochi.  Se si sceglieva “Shoot”, invece, si entrava in una sorta di JRPG (gioco di ruolo giapponese) e apparivano altre opzioni: “Shoot”, “Items”, “Magic”, “Check” e “Run”.

E se conoscete bene la Gameboy Camera dovreste essere ancora terrorizzati all’idea di premere accidentalmente il tasto “Run”.

Citando il famoso sito creepypasta infatti possiamo leggere: 

“Infatti, dopo aver scelto quell’opzione, sarebbe apparsa una foto rappresentante la faccia di un ragazzo con capelli, labbra, sopracciglia e occhi rudemente disegnati; sulla fronte, invece, era disegnata una stella nera. Il soggetto aveva l’indice posizionato sulla bocca, come per dire di fare silenzio e nella parte  superiore della foto vi era scritto “Who are you running from?” (“Da chi stai scappando?”). Il tutto era accompagnato da una inquietante e fastidiosa musica a 8-bit.”

“Si pensa che questi ritratti siano il risultato di rapimenti effettuati da uno strano culto. L’uomo con la stella nera disegnata sulla fronte dovrebbe essere il capo, mentre gli altri i seguaci. L’ultima immagine, quella senza rughe e con lo sfondo, dovrebbe essere una sfortunata vittima, cosa che spiegherebbe la sua espressione. Non si capisce quale sia la condizione della vittima per via della bassa qualità della foto, e per quale motivo queste strane immagini siano state incluse nel gioco. È sconosciuto anche l’intento e l’oggetto del culto, anche perché non è mai stato ritrovato un corpo simile a quello del prigioniero.”

Ovviamente, con il passare degli anni, tutto fu smentito, ma ancora oggi questa storia, incute timore a tutti i trentenni che hanno avuto a che fare con la gameboy camera.


Comments are closed.